17 Dicembre 2019

Mittal -governo, trattativa in stallo

riprende lo spegnimento dell’ altoforno 2. e le ultime mosse si giocano in tribunale
TARANTO. I margini, specie quelli temporali, sono molto stretti. Anzi, secondo alcune fonti, le distanze esistenti, pur se ridotte rispetto all’ avvio della trattativa, sarebbero diventate incolmabili. E così quella che si è aperta ieri, con il riavvio da parte della Paul Wurth, delle attività di spegnimento dell’ altoforno 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto, rischia davvero di essere una settimana spartiacque per l’ Ilva. L’ udienza in programma venerdì prossimo dinanzi al tribunale civile di Milano per discutere del ricorso urgente presentato dai commissari straordinari dell’ Ilva, spalleggiato nella vicenda dai legali di Regione, Comune e Codacons potrà essere rinviata dopo il primo rinvio accordato lo scorso 27 novembre, solo in presenza di un accordo tra le parti. Gli avvocati di Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal non hanno smesso di confrontarsi in queste ore, lavorando ad una sorta di pre -intesa da depositare al giudice di Milano, una nota nella quale ver rebbero inseriti i riferimenti, più come titolo che come contenuti di merito, di quello che dovrebbe essere l’ accordo sulla «nuova» Il va, con cenni agli investimenti e al piano industriale elaborato da Francesco Caio, negoziatore individuato dal Governo Conte, in collaborazione con Claudio Sforza, direttore generale di Ilva in As. Ieri sera l’ ottimismo è un po’ scemato per alcune divergenze economiche che sarebbero sorte tra Governo e ArcelorMittal in ordine alla divisione delle quote degli investimenti, stimati in poco più di 3 miliardi di euro, necessari per ammodernare la fabbrica di Taranto e metterla in grado di produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio all’ anno, quota necessaria per garantire la piena occupazione. I rapporti di forza durante la trattativa sono cambiati, è inutile negarlo. Sembrano passati anni luce dal 4 novembre scorso, quando ArcelorMittal depositò al tribunale di Milano un atto di citazione contro i commissari Il va, annunciando il recesso dal contratto di fitto finalizzato all’ acquisto firmato nel giugno 2017, con la conseguente restituzione dell’ azienda e del personale a Ilva in As e l’ annuncio del graduale spegnimento degli impianti. Quell’ atto portò i commissari a presentare il ricorso cautelare urgente in discussione venerdì prossimo, ritenendo infondata, anche in via ipotetica, la dichiarazione di recesso. Poi arrivarono le inchieste delle Procure di Milano e Taranto su ArcelorMittal e dunque la multinazionale è parsa nell’ angolo. Dalla quale è uscita con la decisione del giudice Maccagnano di negare ulteriore facoltà d’ uso all’ altoforno 2, ritenuto pericoloso con gli operai. Proprio la vicenda dell’ alto forno 2, temendo potesse arrivare, come poi è accaduto, la mannaia della magistratura è stata citata da ArcelorMittal tra le cause del recesso. Per disinnescare questa mina, gli avvocati Angelo Loreto e Filippo Dinacci stamattina presenteranno ricorso al tribunale dell’ appello, nella speranza di discuterlo il prossimo 30 dicembre e di aver un esito positivo prima dell’ 8 gennaio, data dopo la quale le operazioni di spegnimento dell’ impianto diventeranno irreversibili.

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