14 Dicembre 2017

Misure anti sciopero, è bufera su Ryanair Calenda: «Indegno, bisogna intervenire»

lo scontro dopo la lettera in cui vengono minacciate penalizzazioni ai dipendenti che domani aderiranno all’ agitazione, dura reazione del ministro dello sviluppo economico. la compagnia: «commenti deplorevoli»
Altro che turbolenza, quella che sta attraversando Ryanair (dopo la lettera con cui ha «invitato» gli equipaggi italiani a non partecipare allo sciopero di domani, per non incorrere in penalizzazioni) è una vera e propria bufera, che nella serata di ieri ha preso la forma di un acceso scontro tra la compagnia e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Reo, in mattinata, di aver criticato (primo tra tre ministri e con toni accesi) il comportamento degli irlandesi: «È indegno – aveva commentato Calenda -. Ritengo si debba intervenire. Non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole». Ryanair non ha arretrato di un centimetro ed anzi, nonostante le numerose reazioni negative, ha rilanciato prendendosela proprio con Calenda. «Questi commenti del ministro Calenda sono deplorevoli, in quanto inesatti – recita una nota della compagnia diffusa in serata -. I piloti Ryanair in Italia godono di una serie di benefici che riguardano turni di lavoro e supplementi salariali frutto di trattative dirette con la compagnia aerea. Se i piloti Ryanair dovessero scegliere di non trattare più direttamente con questa – specialmente in un momento in cui stiamo offrendo loro un aumento salariale del 20 per cento, mentre Alitalia è in bancarotta -, allora perderanno questi benefici. Riteniamo rispettosamente che tali questioni possano essere risolte in maniera migliore tramite una trattativa diretta tra Ryanair e i nostri piloti, senza interferenze politiche o commenti imprecisi». Anche nella sostanza, dunque, arriva la conferma della posizione comunicata dall’ azienda agli equipaggi con la missiva di martedì, quando Ryanair aveva messo le mani avanti sullo sciopero proclamato per domani (dalle 13 alle 17) da Fit-Cisl e Anpac, rivolto non solo ai dipendenti diretti (piloti e assistenti di volo) della compagnia, ma anche a quelli delle società ad essa collegate: il capo del personale degli irlandesi, Eddie Wilson, aveva infatti parlato di conseguenze sulla turnazione, di stop «ai futuri aumenti in busta paga, ai trasferimenti o alle promozioni previste». Nel pomeriggio di ieri sulla vicenda erano intervenuti anche i ministri del Lavoro e quello dei Trasporti: «È una cosa gravissima, credo che tutte le autorità competenti debbano fare la loro parte, a noi compete il controllo della corretta applicazione dei contratti e delle leggi riferite al lavoro», aveva detto commentando la lettera Giuliano Poletti, mentre secondo Graziano Delrio quella di Ryanair «è una inaccettabile minaccia ai lavoratori per un sacrosanto diritto di scioperare, costituzionalmente garantito. Siamo per la massima libertà di impresa, ma nel rispetto dei diritti dei lavoratori». Poletti ha quindi aggiunto che il diritto di sciopero «è garantito dalla legge, quindi se c’ è qualcuno che infrange la legge in Italia c’ è la magistratura che ha il compito di garantirne la piena applicazione». Ad intervenire è stato anche Giuseppe Santoro Passarelli, presidente dell’ autorità di garanzia per gli scioperi: «La dichiarazione dei vertici di Ryanair appare non conforme ai principi del nostro ordinamento – ha detto Passarelli – nel quale lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale». Lo sciopero previsto per domani resta confermato, così come quello contemporaneo dei controllori di volo Enav, anche se non si conosce ancora quale potrà essere il loro reale impatto. Mentre il Codacons chiede di «revocare immediatamente la licenza» al vettore, ieri non si sono fatte attendere nemmeno le reazioni dei sindacati, per i quali è necessaria la convocazione di un tavolo per trovare una soluzione. «La lettera di Ryanair conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, con quale arroganza e spregiudicatezza la compagnia irlandese continua ad operare nei confronti dei propri lavoratori – ha dichiarato Emiliano Fiorentino, segretario nazionale della Fit-Cisl, mentre Riccardo Canestrari, coordinatore nazionale dell’ Anpac, sostiene che «dopo quello che è successo, i piloti sono ancora più motivati». «Non è uno sciopero proclamato da noi – ha spiegato invece Marco Sala, segretario generale della Filt-Cgil di Bergamo -, ma ancora una volta ci teniamo a sottolineare il disprezzo che questa compagnia riserva al mondo sindacale». La strada della protesta della Filt-Cgil ha infatti preso ad ottobre la via giudiziaria, con la presentazione di un ricorso al tribunale del lavoro di Bergamo contro Ryanair volto ad ottenere l’ accertamento del comportamento discriminatorio di carattere collettivo. «Stiamo attendendo la sentenza e sappiamo che non ci vorrà molto», conclude Sala. «L’ atteggiamento senza rispetto di Ryanair verso i lavoratori, gli utenti, i sindacati e le istituzioni italiani ha superato ogni misura», chiude il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi.
daniele cavalli

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