1 Febbraio 2010

Misterioso vincitore al Superenalotto

ROMA – Vive ovunque da nababbo, isole caraibiche, Montecarlo, Miami. Scrive di aver fatto il "botto" con una schedina da due euro, ma il telefono non può darlo. E la foto di gruppo, anche se lui non c’ è, con euforie lottiste e bottiglie stappate, racconta già tutto di un destino cambiato con sei numeri. Il vincitore clandestino del Superenalotto di Bagnone, in provincia di Massa, dove è stata centrata la schedina da oltre 147 milioni di euro è su Facebook. Una sorta di reality sul sedicente tycoon nostrano a cui chiedere stati d’ animo e consigli, da sbirciare nella sua stratosferica ricchezza e dichiarato anonimato. La buona sorte, un’ eccezionale botta di fortuna, unico, purtroppo, passepartout per cambiare vita per sempre, scrive rispondendo a Vincenzo. L’ identikit del neo milionario che vive nell’ ombra dopo essersi aggiudicato una cifra che nessuno sarebbe in grado di guadagnare in dieci vite, incoraggia i pensieri. «Voglio interagire con più gente possibile, ditemi i vostri sogni, le idee. Fino a un mese fa non sapevo neppure esistesse questo modo di comunicare» lascia scritto a novembre. L’ uomo che merita simpatia e invidia per aver azzeccato la mirabolante sestina per cui secondo le ciance statistiche della scorsa estate era più facile essere colpiti da un meteorite o comporre un numero a caso al telefono e trovare George Clooney dall’ altro capo, scrive, risponde, gioca sul network. I fan sono una quarantina. Farsa, illusione o realtà? «Per chi pensa che io sia di Bagnone si sbaglia…già ci stavo poco prima, figuriamoci ora. Per fortuna il tabaccaio dove ho giocato non si ricorda di me e ha indicato altre persone, io ero solo di passaggio». "Sopporta" il peso di qualche richiesta. Senza identità, c’ è più gusto. «Ti interessa un buon investimento commerciale a Parma?». «Hai detto che sei a Firenze domani, vieni in via Cerratami?». Puntuale la risposta. Generoso. «Unicef ecco il regalo di Natale per te». Una donazione possibile grazie «al gran giorno… il 26 ottobre», data del ritiro del gigantesco malloppo. Il 31 gennaio, l’ ultimo, comprensibile contatto. «Buon anno e tanta fortuna a tutti, ricordatevi di non spendere tanto, io ho vinto con due euro». Un messaggio che i "superenalottocentrici" colgono alla lettera. La giocata media, in questa ennesima corsa al montepremi da 133,8 milioni di domani, resta intorno ai 2 euro e 65 centesimi, secondo le ricerche di Agipronews. «In attesa della novantesima vincita di prima categoria, dal primo gennaio di quest’ anno all’ ultima estrazione sono stati spesi 263 milioni, ma ancora a nulla sono valse oltre 99 milioni di schede giocate per fare centro» spiega Ida De Grazia. In undici anni, solo i "sei" hanno distribuito vincite per un totale di due miliardi e quattordici milioni. Numeri giganteschi capace di far sussultare il Codacons che ha chiesto, come l’ estate scorsa, di porre un tetto al jackpot. I giudici della quarta sezione del Consiglio di Stato hanno però respinto il ricorso in base al fatto che la limitazione del montepremi era stato introdotto nel 1999 per poi essere eliminato con un decreto legge del 2002. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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