Miss Italia: «Di cosa ha paura la Rai?»
ROMA «Sulla fine del rapporto tra Miss Italia e la Rai, in questo ultimo mese sono state rese molte dichiarazioni basate soltanto sui “si dice”. L’ unica verità e che questo concorso ha aperto in 70 anni le porte del cinema e della tv a migliaia di ragazze, attraverso una strada tutelata e pulita. Rai1 ha comunicato ufficialmente la rinuncia a Miss Italia solo all’ inizio di maggio, creando al concorso una situazione di gravissimo disagio. Di cosa ha paura? Che le donne belle siano indipendenti?». Patrizia Mirigliani non ci sta a farsi sbattere la porta in faccia, dopo il mancato inserimento nella bozza dei palinsesti autunnali della rete ammiraglia del servizio pubblico. «Mi sarei aspettata almeno una telefonata» dice e con una conferenza stampa rilancia il suo invito a Giancarlo Leone a un incontro. Ribadisce quelle che definisce «incongruenze» nella decisione di viale Mazzini di non rinnovare il contratto tra la Rai e Miren, scaduto lo scorso anno. E a difesa di Miss Italia si schiera anche la senatrice del Pd Silvana Amati che ha annunciato un’ interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, «sia per capire il motivo della scelta sia per l’ importanza storica del concorso sia per le campagne sociali che Miss Italia ha condotto». Mirigliani non capisce perché la Rai abbia comunicato a Lucio Presta, consulente della Miren, e non a lei, l’ intenzione di non rinnovare il contratto; questo sarebbe avvenuto a gennaio ma «era con me che dovevano parlare, non con lui». Nella vicenda finisce anche il Codacons: volevano chiarimenti, Leone ha risposto con una mail in cui definisce il concorso «non coerente con i progetti di rete» Ma il Codacons non si sta, e rinfaccia a Leone la diretta sul matrimonio di Valeria Marini. Giancarlo Leone non fa un passo indietro: la linea editoriale spetta a lui, insiste, e la comunicazione del mancato rinnovo è stata data a gennaio (a Presta) e non a maggio. Presta, da parte sua, dice di aver informato la Miren e di aver condotto mediazioni su suo incarico. La Codacons protesta per i mancati introiti Rai: Leone risponde che lo scorso anno Miss Italia è costata quattro milioni di euro e ne ha reso solo uno e mezzo. Un vespaio: intanto, oltre tremila ragazze sono già in concorso alle selezioni provinciali. Ma pensavano, iscrivendosi, a un obiettivo chiamato diretta Rai.
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