21 Settembre 2017

Misericordie: «Pronti a ospitare i medici di guardia notturna»

«Le nostre sedi sono pronte a ospitare i medici in servizio di guardia notturna della provincia di Catania ed ovunque ci siano problemi di sicurezza»: a dirlo è Roberto Trucchi, presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’ Italia, dopo il terribile fatto di cronaca avvenuto a Trecastagni, che ha visto una dottoressa sequestrata, aggredita e violentata durante l’ orario di guardia notturna.«È inconcepibile che le donne medico siano così a rischio, le nostre sedi sono un luogo sicuro, sempre presidiato, anche di notte – aggiunge Trucchi – da volontari e operatori. E’ un’ esperienza che portiamo avanti da molti anni in diverse zone d’ Italia con risultati positivi». La Confederazione Nazionale ha già interpellato il presidente del Coordinamento Misericordie catanesi, Alfredo Distefano, il quale conferma: «Diamo subito la nostra disponibilità ad accogliere le sedi delle guardie mediche nelle Misericordie, oltre 30 in tutta la provincia e mettiamo anche a disposizione i nostri volontari per accompagnare i medici durante le visite domiciliari notturne, per garantire una sicurezza ancora maggiore».Il Collegio Ipasvi degli infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’ infanzia di Catania esprime in una nota «massima vicinanza e solidarietà nei confronti della dottoressa vittima dell’ orrendo crimine di Trecastagni e contestualmente verso tutto l’ Ordine dei Medici di Catania, profondamente colpito dal gravissimo episodio di violenza. Gli infermieri della provincia di Catania si impegnano a denunciare e segnalare alle autorità ogni atto di violenza con la massima fermezza e immediatezza».«Non basta essere solidali di fronte alle aggressioni. Occorre educare a un corretto uso della sanità e sviluppare all’ interno dei sistema i meccanismi capaci di proteggere e tutelare il personale sanitario in “trincea”». A parlare è il presidente provinciale Snami (sindacato nazionale autonomo medici italiani), Francesco Pecora. «Molti propongono di militarizzare i presidî medici – prosegue Pecora – ma non è una soluzione attuabile. Chiediamo al ministro Lorenzin almeno il raddoppio del personale di turno con un incremento dei sistemi di sicurezza».Per il coordinatore provinciale di Fratelli d’ Italia, Manlio Messina, «bisogna ridare sicurezza ai cittadini e ridistribuire le forze dell’ ordine. Siamo vicinissimi alla dottoressa di Trecastagni che da tempo denunciava la pericolosità della guardia medica dove lavorava. Si prendano provvedimenti e non si aspetti oltre».Francesco Tanasi segretario nazionale Codacons, ha inviato una lettera al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «In Sicilia – scrive Tanasi -siamo vittime di una lunga scia di violenze contro i medici. La cronistoria degli ultimi anni contiene molti casi in cui donne medico hanno dovuto subire, nel più completo isolamento, violenze sessuali, sfociate addirittura in omicidi. Le chiedo, pertanto, l’ immediata chiusura delle guardie mediche, perché non possiamo mettere a rischio medici e personale paramedico. Infine, la prego di rimuove dagli incarichi di vertice tutti coloro che sono responsabili per non avere fatto nulla per prevenire ed evitare tali violenze, e di verificare tramite ispezioni se in Sicilia ospedali e guardie mediche siano provviste di adeguate misure di protezione e vigilanza».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox