Il ministero: buste da casa ok E Grasso non va alla Novamont
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fonte:
- Il Tempo
«Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti». Parole del segretario generale del Ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, sulla storia dei sacchetti biodegradabili nel reparto ortofrutta al supermarket, a pagamento dal primo dell’ anno. Ovviamente il titolare del negozio dovrà verificare, per evitare contaminazioni, «l’ idoneità dei sacchetti». Rimane il nodo del costo, da 1 a 3 centesimi, con un carico economico che, secondo le ultime rilevazioni, si avvicinerebbe ai 50 euro a famiglia. L’ Adoc ha lanciato un appello alla grande distribuzione «affinché fissi il prezzo dei nuovi sacchetti a 1 centesimo», e ai Ministeri della Salute e dell’ Ambiente «affinché autorizzino i consumatori a usare sporte a rete». Il Coda cons, invece, per bocca del suo presidente, Carlo Rienzi, ha presentato a 104 procure italiane un esposto sui sacchetti biodegradabili a pagamento. Mentre Legambiente punta il dito sui ritardi del governo. «La legge – sottolinea il direttore generale, Stefano Ciafani – è dello scorso luglio. Avrebbero dovuto pensarci da settembre e, a ottobre, dire quali sporte riutilizzabili è possibile usare, a partire dalle retine. Così, a novembre, i supermercati si sarebbero potuti organizzare con la sportina riutilizzabile e distribuirla a dicembre nei punti vendita». Querelle su querelle. Mentre non si arresta l’ ondata di protesta in rete, così come crescono gli stratagemmi dei consumatori per boicottare la nuova legge, nel nome del risparmio. Val. Con. Uguale forse sì, ma non «libero». Non almeno di mantenere il suo impegno, forse per timore di polemiche e di contraccolpi elettorali. Il presidente del Senato Pietro Grasso oggi doveva essere a Novara per visitare la sede della «Novamont», produttrice del «Mater -bi», «innovativa famiglia di bioplastiche biodegradabili e composta bili», come si legge sul sito dell’ azienda leader del settore. Ma ha annullato la visita. «Non mi risulta che venga più, tanto è vero che abbiamo riprogrammato le nostre riunioni- spiegano all’ ufficio stampa della so cietà novarese – Non so dirle, però, il motivo…». Il mistero è probabilmente meno misterioso di quello che sembra. La Novamont, infatti, è finita nel polverone delle polemiche sui social e delle accuse all’ ex premier Matteo Renzi in seguito a una bufala. La nuova legge, secondo i detrattori, sarebbe stata «sponsorizzata» dal segretario Pd per favorire l’ azienda (secondo la fake news «unica produttrice dei sacchetti di plastica biodegradabili») e una sua amica, l’ amministratruice delegata di Novamont Catia Bastioli. Che Bastioli fosse vicina a Renzi lo si deduce anche dalla sua partecipazione alla Leopolda 2011. Ma tutto il resto è un autentico falso: Novamont non ha il monopolio dei sacchetti bio e Bastioni non è, come si legge sui social network, «l’ ispiratrice della legge». Ma, evidentemente, la seconda carica dello Stato impegnata nei sessanta giorni di campagna elettorale per «Liberi e Uguali» è talmente preoccupata delle possibili polemiche da annullare tutto all’ ultimo momento. La paura non è biodegradabile. Ma. La.
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