15 Aprile 2010

Minicar pericolose, giro di vite “Serve un vero esame di guida”

ROMA – «STIAMO valutando la possibilità di far guidare le minicar non solo più con un esame teorico come avviene oggi per i motorini, ma di abilitare dopo un esame pratico». Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, interviene con un’ indicazione concreta sulla polemica in merito al grado di affidabilità delle ‘ macchinette’ per automobilisti «under 18», innescata dagli ultimi due incidenti mortali avvenuti a Roma. Matteoli, che ha parlato a margine del convegno sul «Modello Italia di viabilità», promosso dal ministro dell’ Interno Roberto Maroni, si è detto «contrario ad una legislazione di emergenza». «Non è che tutte le volte che c’ è un incidente si debba fare una nuova legge, ma certo – ha spiegato – non possiamo rimanere insensibili. Bisogna trovare un altro tipo di valutazione per le minicar, che non possono essere equiparate al motorino». E se il Codacons chiede di «abbassare a 16 anni il limite d’ età per conseguire la patente di guida, così come avviene negli Stati Uniti, rendendo obbligatorio tale documento anche per le minicar, per cui attualmente basta un semplice patentino», il capogruppo del Pd alla commissione Trasporti della Camera, Michele Meta, concorda con l’ idea abbozzata dal ministro Matteoli. «Siamo convinti anche noi della necessità di introdurre l’ obbligo di una prova pratica per i giovani alla guida delle minicar – dice Meta -. Si tratta di dare attuazione alla normativa europea che prevede l’ obbligo della patente anche per i giovani conducenti minorenni; principio questo che abbiamo già rafforzato,nel testo bipartisan sulla sicurezza stradale licenziato nove mesi fa alla Camera e fermo al Senato, per quanto riguarda i maggiorenni che per avere la patente dovranno sostenere prove al volante in autostrada e al crepuscolo». IL PRESIDENTE dell’ Osservatorio sociale, Luigi Camilloni, propone che «l’ abilitazione alla guida delle minicar avvenga sotto l’ occhio vigile di un istruttore, il quale certifichi le lezioni svolte dal giovane, ma soprattutto si obblighino le aziende costruttrici a sigillare il motore per scoraggiare eventuali modifiche». r. r.

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