20 Aprile 2010

Minicar: le “istruzioni per l’ abuso” corrono sul web.

ROMA – Le "istruzioni per l’ abuso" corrono sul web. Truccare una minicar è diventato un gioco da ragazzi, amplificato da Youtube. Si mette mano al variatore, lo si altera, contemporaneamente si gira un video, lo si diffonde su Youtube e si invita gli altri a fare altrettanto: «E’ uno scherzetto, regà. Dopo vedrete come fila!». Per i giovanissimi è diventato quasi uno status-symbol, la macchinetta truccata: se non la modifichi e ti accontenti di andare a 40 all’ ora non sei degno di entrare nel giro che conta. Ed è proprio contro questo atteggiamento che a Roma si è scatenata la crociata. Dopo i due ragazzi morti in 48 ore a bordo delle loro minicar, il sindaco Alemanno gliel’ ha giurata, ai "truccatori". Il fatto è che sembra sia dimostrato che il maggior numero di incidenti queste vetturette lo subiscano a causa della velocità. Sono nate per non andare oltre i 45 chilometri all’ ora e invece, dopo opportuno maquillage, arrivano a 80, 90, anche 100 all’ ora e più. Il massimo costruttore italiano di minicar, Stefano Casalini, è affranto. Da tutto questo can-can gli viene una pubblicità negativa che non vorrebbe affatto. «D’ altronde – dice – noi facciamo tutto il possibile. La sicurezza sulle minicar è un’ asticella che continuiamo a spostare sempre più in alto, ma c’ è chi trova il modo di aggirare l’ ostacolo. Il variatore – spiega – è una sorta di cambio automatico. E’ lì che intervengono quelli che vogliono modificare la velocità delle auto. Non è difficile: un ragazzo con un po’ di manualità lo può fare da solo. Con i nuovi modelli invece è più complicato: ma un meccanico provetto riesce ad andare dove tu cerchi di non farlo andare». Non potendo intervenire a valle, i costruttori (l’ Ancma è la loro associazione) hanno allora pensato di intervenire a monte. E hanno raggiunto un’ intesa con il Comune di Roma (la Capitale è la città italiana in cui le macchinette hanno raggiunto la massima diffusione: oltre 5.000 in circolazione), quella di creare un albo di aziende che si impegnano a non manomettere i veicoli. Così ad esempio, l’ utente che porta la minicar dal concessionario per fare un tagliando, potrebbe vedersi l’ auto riportata in pristino, se manomessa o truccata. Il Codacons, che rappresenta le associazioni dei consumatori, invece pensa che i costruttori di minicar non la dicano tutta. Afferma il presidente, Carlo Rienzi: «Ho partecipato almeno a un paio di trasmissioni televisive in cui c’ erano i rappresentanti dei costruttori. E’ stata loro posta questa domanda: "Sareste in grado di costruire macchinette a prova di qualsiasi manomissione?". La risposta è stata sì. Ci sono i filmati a testimoniarlo. Tanto che ho allegato questi filmati alla denuncia che abbiamo presentato in Procura. Chiediamo maggiori controlli sulle officine che truccano queste macchinette. Abbiamo fatto una nostra indagine e abbiamo concluso che almeno l’ 80 per cento delle officine meccaniche di Roma si presta a modificare le minicar. I magistrati dovrebbero valutare l’ opportunità di sequestrare gli esercizi che violano le leggi». Le associazioni di genitori, il Moige (Movimento genitori) su tutti, sono d’ accordo con queste prese di posizione, anche se chiedono di estendere i controlli sulle strade. I genitori si dicono favorevoli alla proposta di aggiungere una prova pratica a quella teorica per consentire ai minorenni di guidare le minicar ma ritengono che essa non sia sufficiente se non accompagnata da costanti controlli. «Questi controlli – dice Elisabetta Scala, coordinatrice nazionale del Moige – non possono essere effettuati solo in seguito a incidenti e per brevi periodi, ma devono essere costanti al fine di tutelare seriamente i ragazzi. Non si può lavorare sempre in emergenza. Ciò che chiediamo alle Istituzioni, in particolare al Comune di Roma, è un intervento continuo che non si esaurisca in poche settimane». L’ esame pratico, in aggiunta a quello teorico, per dare ai minorenni il patentino di guida delle microcar, comparirà già nel disegno di legge in discussione in questi giorni alla Commissione Lavori pubblici del Senato. Lo ha annunciato il presidente della Commissione, Luigi Grillo.

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