8 Giugno 2006

MINI o extrapedaggi da 10 a 50 cent e fino a 1 euro

MILANO I MINI o extrapedaggi da 10 a 50 cent e fino a 1 euro per finanziare le grandi opere autostradali proposti dal ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro non piacciono affatto a consumatori e sindacati. Il giorno dopo l`idea lanciata in tv a Ballarò da Di Pietro, le associazioni dei consumatori e la Cgil scendono in campo per rispedire al mittente la proposta che invece suscita giudizi positivi da chi come l`Anas ha lanciato l`allarme chiusura cantieri per mancanza di fondi. Le tariffe autostradali, è il primo affondo di Adusbef e Federconsumatori, sono già aumentate del 14,9% dal 2002 rispetto al più 6,9% dell`inflazione. Per questo la proposta dei minipedaggi è “pazzesca e iniqua“. “Non si può proseguire sulla stessa strada tracciata da Lunardi e Pozzi stangando le famiglie e lasciando inalterata la rendita e gli utili da capogiro dei Benetton. Di Pietro chieda alla società Autostrade ragione dei mancati investimenti per circa 4 miliardi di euro, facendosi così finanziare le grandi opere“. SULLA STESSA LINEA si muove anche il Codacons che, pur con ragioni diverse, finisce comunque per bocciare la proposta Di Pietro. La richiesta di un minipedaggio da un euro, sostiene con preoccupazione il vicepresidente Pino Ursini, va bene per avere maggiore sicurezza, meno morti sulle strade e non per le grandi opere. Se passasse questo principio “bisognerebbe fare pagare a chi usa il rubinetto un euro per ripulire le sorgenti dell`acqua inquinata, a chi viaggia in treno un euro per costruire la Tav e ripulire le carrozze…“. Per Ursini siamo di fronte a un “principio assurdo e incostituzionale“ poichè carica su chi utilizza una struttura viaria l`onere di costruzione di ponti e viadotti che potrebbe non utilizzare mai. “Speriamo si tratti di una battuta di spirito del ministro“. IL MINIPEDAGGIO suscita reazioni negative anche dal fronte sindacale. Per il segretario nazionale della Filt Cgil, Roberto Martelli, sarebbe opportuno “guardare anche in una direzione diversa“. Negli ultimi cinque anni, ricorda, le tariffe sono aumentate dell`11,5% con una crescita dei ricavi autostradali del 7% annuo. Solo negli ultimi due anni gli utili straordinari sono stati di 735 e 804 milioni di euro. A fronte però di questi profitti, attacca Martelli, gli investimenti non sono stati realizzati “e tutto questo è stato possibile anche per l`assenza di controllo da parte dell`Anas“. Quindi, “non è accettabile che l`ingente rendita di posizione di Autostrade sia utilizzata per operazioni finanziarie come la fusione con Abertis. E prima di far pagare ancora una volta i consumatori sarebbe opportuno trovare il modo, rivedendo la convenzione della concessione, di destinare gli extra profitti per completare i lavori dei cantieri“. BOCCIATA da consumatori e sindacati, la proposta di rincarare i pedaggi per finanziare un fondo per le infrastrutture viene invece definita “ottima“ dal presidente dell`Anas, Vincenzo Pozzi. “Un progetto di questo tipo – spiega – è già stato in passato oggetto di valutazione da parte nostra, poi non ebbe seguito. Oggi il fatto che il ministro lo faccia proprio rappresenta anche un segnale di attenzione per l`Anas“. Ma proprio ieri l`Anas è stata bacchettata per l`eccessivo numero di consulenze esterne. “Ammontano a 2.030 ? scrive il Tesoro ? gli incarichi affidati dall`Anas tra il 2004 e il 2005 per una spesa di 67 milioni. Solo prestazioni complesse o straordinarie potrebbero giustificarli“. Tornando ai pedaggi, se Pozzi plaude, il presidente di Autostrade Gian Maria Gros-Pietro preferisce rinviare a Prodi la decisione. “Il problema – spiega – è tipicamente politico. Come utente dico che nel pedaggio si paga già un prelievo per opere che si stanno facendo. Tocca al governo decidere se aumentarlo o no“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox