Minacciano una manifestazione di protesta.
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fonte:
- Il Gazzettino
Minacciano una manifestazione di protesta. E se si arrabbiano le aziende dei bus turistici, rischiano di bloccare Venezia. Ce l’ hanno con la gestione dei bus turistici e con le aree di sosta al Tronchetto, davanti al Panorama a Marghera e in via dei Petroli, senza nemmeno un bagno chimico, con buche giganti e piene di rifiuti di ogni genere. Per il momento Luciano Dall’ Ara ha scritto una lettera al commissario Vittorio Zappalorto, a Veritas, ad Avm che gestisce anche le Ztl turistiche, e al presidente nazionale del Codacons, l’ associazione dei consumatori. Lui è il presidente dell’ Aicaten, l’ associazione italiana conducenti di autobus da turismo, e appartenente al sindacato di categoria Emet. È romano e a Fiumicino ha una società con una ventina di pullman. Conosce bene la situazione di tutte le città turistiche e in particolare quella di Venezia perché ha pure vissuto per anni ad Adria. Dall’ Ara parla delle lamentele dei tanti colleghi: «Mi domando, dopo che quasi ogni anno la Giunta comunale approva solo per far cassa le nuove tariffe sempre più care, mettendosi al primo posto in Europa secondo me senza motivazione, che cosa dà questa città in cambio. Un bel niente, anzi con questa cartolina mette tutto il popolo italiano e Veneziano in una situazione di vergogna in quanto non è in grado di ospitare il turista come si deve». Luciano Dall’ Ara racconta che a volte gli capita ancora di portare un bus e nel periodo di Pasqua, al check point lungo la Romea, ha detto all’ addetto che aveva bisogno del bagno, «tanto per veder cosa succedeva. Il poveretto mi ha fatto entrare nella casetta di legno di Biancaneve e i sette nani e mi ha fatto usare il bagno di servizio, ma non avrebbe potuto. La realtà è che se un turista ha bisogno, deve andare dentro al Panorama. È una vergogna. Hanno le Panda per girare e controllare se tutti i pullman hanno pagato la tariffa ma non spendono un centesimo per l’ accoglienza». Aspettando la risposta del commissario l’ imprenditore afferma che «la mia famiglia mi ha insegnato che quando si ospita qualcuno a casa propria lo si deve accogliere nel miglior modo possibile. L’ Italia è casa mia e il turismo mi dà da mangiare da 60 anni e mi sento offeso nel vedere questa città così maltrattata, e la gestione dei bus turistici così indegna». © riproduzione riservata.
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