22 Febbraio 2017

Minacce sessuali sul web Bebe Vio: «Che tristezza»

Minacce sessuali sul web Bebe Vio: «Che tristezza»

Leo Turrini FORSE la squallida vicenda che ha come protagonista involontaria la splendida Bebe Vio aiuterà i duri di comprendonio a capire la deriva, pericolosissima e sempre più inquietante, raggiunta dagli estremisti del web, dai Napalm 51 (copyright Maurizio Crozza) che si nascondono dietro l’ anonimato on line per offendere, insultare, minacciare, demolire la serenità della gente perbene (ancora esiste e prima o poi dirà basta, fidatevi). I fatti. Su un profilo Facebook appare un testo che invita a scatenare la violenza sessuale nei confronti della campionessa paralimpica. Presa di mira chissà perché, forse perché si sta godendo una meritata botta di popolarità dopo i successi agonistici. È STATA ricevuta alla Casa Bianca da Barack Obama, ha anche fatto un ‘selfie’ con l’ allora Presidente degli Stati Uniti. E giusto qualche giorno fa Bebe ha vinto nel Golfo Persico il Laureus Award, l’ Oscar dello sport, insieme ad Usain Bolt e a Michael Phelps. Ora, purtroppo la mamma degli idioti è sempre incinta, lo sappiamo. E non c’ è dubbio che Internet, venuto a cambiare sicuramente in meglio la nostra vita per tantissime cose, abbia anche regalato praterie immense agli imbecilli. È come se fosse saltato il tappo del vaso di Pandora: la Rete permette agli invidiosi, alle persone squilibrate, di esercitare quella che non è libertà, bensì licenza crudele di generare il Male. Le abbiamo lette sin troppo spesso, le conseguenze di iniziative figlie dell’ odio. Cyber bullismo. Suicidi. Famiglie devastate. Ho conosciuto Bebe Vio. È una giovanissima donna che ha reagito alla trappola del destino (una meningite che ha portato alla amputazione di arti) con un coraggio che è un modello da imitare per ognuno di noi. La sua reazione all’ episodio è stata esemplare: «L’ ho vista, quella pagina – ha detto la campionessa di scherma-. Sono delusa, da sempre mi batto per gli altri, per i diritti dei più deboli e degli ammalati. Mi fanno tristezza gli individui che usano il web per denigrare il prossimo». LA STORIA avrà presumibilmente conseguenze penali. Il Codacons, una associazione che tutela i consumatori, si unirà a Bebe nella denuncia nei confronti degli autori dell’ emerita schifezza. Anche chi governa Facebook dovrà dare qualche spiegazione: il gigante dei social network non sarebbe intervenuto immediatamente a rimuovere il contenuto del post. E comunque questa, stante la notorietà della vittima, potrebbe essere la volta buona per farla finita con i dementi che, con un click, si arrogano il diritto di distruggere le vite degli altri. Magari abolendo l’ anonimato, lo scudo stellare che protegge certa gente.
leo turrini
 

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