17 Maggio 2012

Mille euro in meno l’ anno Tutta colpa dei rincari

Mille euro in meno l’ anno Tutta colpa dei rincari

Quanto costa l’ inflazione ai milanesi? È presto detto: mille euro da qui a un anno, moneta più, moneta meno. E non conta tanto quanti si è in famiglia: si va dai 900 euro dei nuclei di due persone ai 1.200 di chi vive in cinque sotto lo stesso tetto. Il calcolo è del Codacons ed è un’ elaborazione a partire dalla spesa media mensile di una famiglia come valutata dall’ Istat. A questo salasso va poi aggiunto tutto il resto, dall’ Imu all’ area C. «Se avessimo considerato un paniere di beni ad alta frequenza d’ acquisto, quelli che è impossibile non comprare, a partire dagli alimentari, avremmo scoperto che il tasso di crescita è ben più alto. Si parla del 4,7% a livello nazionale. Il Comune di Milano dovrebbe fornire per completezza anche questo dato», auspica Marco Donzelli, presidente del Codacons. Che aggiunge: «Di fatto l’ inflazione è più alta per chi è già povero e costretto a limitarsi all’ essenziale». Il Codacons è preoccupato per il futuro. «La spending review da 4,2 miliardi di euro messa a punto dal governo può evitarci l’ aumento di due punti dell’ Iva di cui si parlava per il mese di ottobre. Ma che ne sarà di noi l’ anno prossimo? – si interroga Donzelli -. Dall’ aumento dell’ imposta il governo nel 2013 si aspetta 13,2 miliardi. Ben 16,4 nel 2014. E un ulteriore aumento dell’ Iva di due punti farà aumentare i prezzi tra l’ 1,3 e l’ 1,74%». Negli ultimi anni le famiglie hanno già limato al massimo i loro bilanci. Sono state abilissime nel modificare le abitudini di consumo in modo da mantenere lo stesso stile di vita pur spendendo meno. Vacanze sì, ma il camping al posto dell’ albergo. Spesa al discount invece che al super sotto casa. Cambio di stagione allo spaccio aziendale e non nella solita boutique. Ma ora il downgrading , come lo chiamano gli inglesi, non basta più. Molti sono costretti a cancellare in toto alcuni capitoli di spesa. «Non c’ è dubbio, le cose stanno così, anche a Milano – constata Luigi Campiglio, docente di Economia in Cattolica -. Basti pensare che nel ’95 risparmiavamo il 20% del reddito disponibile, molto più di francesi e tedeschi che si fermavano al 15-16%. Oggi noi siamo scesi a un risparmio medio dell’ 8,9% del reddito disponibile mentre i nostri vicini europei hanno mantenuto i loro standard. E un terzo delle famiglie non riesce a risparmiare nulla». In questo contesto Milano non può che difendersi valorizzando la su tipicità di piattaforma di servizi per il nord del Paese. «È questo il momento di tirare fuori le migliori doti ambrosiane – conclude Campiglio -. Dalla solidarietà, al pragmatismo, alla capacità di innovare. Perché se ripresa sarà, partirà da qui». Rita Querzé RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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