27 Gennaio 2005

«Milano-Lecco: ribelliamoci contro i ritardi»



Non fa più notizia. Il diretto da Milano Centrale per Lecco delle 18,35 è partito con quasi un`ora di ritardo: alzi la mano chi ancora si stupisce. Perché le vicende dell`ormai epico 18.35 sconfinano nel sovrannaturale. Inserito nel tabellone partenze per agevolare il rientro dei pendolari, solo in rari casi ha spaccato il minuto: sia uscendo dalla Centrale che arrivando a Lecco. In verità, non è l`unico a subire ritardi, ma è uno dei pochi che potrebbe rappresentare una vincita facile nel caso in cui si potesse scommettere qualche euro su quale treno non rispetterà l`orario previsto. L`ultima conferma è arrivata martedì sera, con l`annuncio di una partenza posticipata di una cinquantina di minuti e con il conseguente sovraffollamento del 19.10, che è partito regolarmente da Centrale. Certo, con due carrozze inaccessibili per guasti non precisati, ma almeno è stato puntuale. Salvo fermarsi a Monza per consentire i soccorsi ad una donna, che pare abbia accusato un malore per la ressa che toglieva spazio e aria. Morale: rientro a Lecco dopo le 20.30 (col 18.35 ancora dietro ad inseguire?). Situazione paradossale, esasperante, scegliete l`aggettivo che preferite, ma ricordate di coinvolgere nel quadretto anche i parenti e gli amici che aspettano a casa con la cena pronta o, ancora peggio, in macchina in piazza Lega Lombarda o dintorni. Ieri, in redazione, ha telefonato un padre coi nervi a fior di pelle: «Sono stufo di vedere i miei figli tornare a casa alle nove quando dovrebbero essere qui alle sette e mezza ? ha tuonato il signor Arturo Galimberti, residente a Castello ? Sono stufo di assistere al palleggio di responsabilità tra Trenitalia e Regione. E sono stufo di un personale che ti offre quattro caffè, ma non sa spiegare nulla circa le cause di ritardi e guasti. Chiamerò il Codacons». Proprio ieri, il portavoce lombardo del comitato a difesa dei consumatori, Mauro Antonelli, invitava i pendolari erbesi (che usufruiscono delle ferrovie Nord) a non pagare il biglietto per un giorno e ad autoridursi le spese di abbonamento per mancata ottemperanza del servizio proposto, offrendo assistenza legale in caso di multa. Scettico il presidente del comitato Lecco – Milano, l`ingegnere Giorgio Dahò, che preferisce concentrare le energie altrove: «Il fatto è politico – spiega -. L`unica strada percorribile per arrivare a dei cambiamenti è riaprire il contratto di servizio, chiuso nell`aprile scorso da regione e Trenitalia senza consultare gli utenti. E l`unico modo per farlo non è lo sciopero dei biglietti, ma rafforzare la pressione dell`opinione pubblica sui responsabili». Anche perché sono prossime le elezioni regionali: «È questo il momento giusto per fare sentire la nostra voce – continua Dahò – I margini di riuscita ci sono, specialmente per quanto riguarda la manutenzione dei convogli. Spesso sono i ferrovieri stessi a non capacitarsi del fatto che ci siano così tanti problemi».

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