21 Maggio 2009

Milano vieta il fumo nei parchi E Varese se la prende con l’auto

Lotta al tabagismo/il dibattito Milano vieta il fumo nei parchi E Varese se la prende con l’auto Scetticismo sulla scelta meneghina. «Meglio lo stop negli spazi chiusi» (lr) A Varese suscitano innanzitutto scetticismo le nuove proposte contro il tabagismo del capoluogo meneghino con l’assessore alla sanità del Comune di Milano che propone di vietare il fumo nei parchi perché frequentati dai bambini e l’associazione dei consumatori Codacons che apprezza e addirittura rilancia, chiedendo che le sigarette siano proibite anche fuori dalle scuole e nelle auto. Proposte che non convincono né l’assessore alla polizia locale (che sarebbe chiamata a vigilare) Fabio D’Aula, né il presidente della commissione anti tabagismo dell’Asl di Varese Roberto Bardelli che considera queste iniziative più delle provocazioni che reali proposte di legge. ETICA, CULTURA E LEGGE Secondo l’esperto dell’Asl è da apprezzare ogni iniziativa che, come in questo caso, spinge le persone a riflettere sui rischi del fumo per la propria salute e per quella dei piccini. «Ma si tratta di una battaglia innanzitutto culturale ? spiega ? perché ciascuno dovrebbe far propria l’idea che fumare davanti ai bambini è eticamente scorretto». Poi dal punto di vista strettamente salutare bisogna distinguere. Se vietare la sigaretta al parco avrebbe scarsa incidenza «visto che attorno c’è la città con le sue strade e gli scarichi delle auto, tanto per incominciare», per l’auto è diverso: «A volte si pensa di limitare i danni aprendo i finestrini, ma il fumo del tabacco è un concentrato di sostanze tossiche, tra cui il terribile monossido di carbonio, che una sola sigaretta può appestare una stanza o peggio un abitacolo, anche per 9 ore. Anche con le finestre aperte. Dunque, dal punto di vista della prevenzione medica, non sarebbe una cattiva idea vietare la sigaretta in auto, ma il problema vero è: chi controlla?». Secondo Bardelli bisogna essere realisti, anche nella «sacrosanta lotta contro il fumo»: «La strada della proibizione non è praticabile perché porterebbe alle estreme conseguenze di vietare il fumo anche nelle abitazioni private – spiega ? un’ipotesi assurda anche perché già l’idea che un vigile urbano sia in grado di bloccare un’auto dove il conducente fuma con a bordo dei bambini è poco verosimile». Insomma, pur essendo esplicitamente «ostile al fumo non mi sembra il caso di limitare non tanto un diritto, ma un esercizio di autolesionismo, qual è fumare sigarette anche all’aperto o negli spazi privati». IL NO DA PALAZZO ESTENSE Da non fumatore convinto l’assessore D’aula si dice d’accordissimo con il principio introdotto nel 2003 dalla legge Sirchia che ha vietato il fumo di sigaretta in tutti i locali pubblici: «È stato sicuramente un passo avanti nella tutela dei diritti delle persone fumatrici e non fumatrici che su questo tema ci ha messo all’avanguardia rispetto a tanti paesi europei ? ha commentato ? ma a proibire la sigaretta nei parchi si va un po’ oltre». Secondo D’Aula in questo caso verrebbe a mancare la giustificazione che c’è nei locali chiusi, ovvero che il fumo di uno danneggia tutti gli altri. E anche l’idea di proibire la sigaretta in auto non lo convince: «Significherebbe limitare la libertà delle persone nella loro sfera privata», spiega.

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