14 Luglio 2006

Milano sprofonda nell`asfalto

Milano sprofonda nell`asfalto PER IL CALDO RECORD

Facosì caldo che quando cammini senti molle sotto i piedi. E non sono allucinazioni: l`asfalto, nelle ore centrali della giornata, si ammorbidisce. Sui marciapiedi sono ben impressi i segni di scarpa o delle ruote di biciclette e moto. Una sorta di Hollywood Boulevard di casa nostra. Peccato che i milanesi non ne siano per niente contenti. Non lo sono i motociclisti, che si ritrovano per terra la moto perché il cavalletto è affondato nel marciapiede. E nemmeno le donne che portano i tacchi a spillo, a rischio di cadute e rotture del tacco. Così in tanti si sono rivolti al Codacons, denunciando questi episodi. E l`associazione per i diritti dei consumatori non ci ha pensato due volte: già in lotta con il Comune da anni per i buchi nelle strade, ha fatto un esposto alla Corte dei Conti anche per i marciapiedi. “ I danni sono innumerevoli “ , dicono i consumatori, che paragonano l`asfalto a un “ budino “ e insinuano sia avvenuto uno “ sperpero del denaro pubblico “ . Oltre ai danni fisici tipo distorsioni e abrasioni da caduta, denuncianoun risvolto economico non indifferente: il calzolaio chiede ormai 20 euro per rifare i tacchi, il carrozziere, si sa, non scende mai sotto ai 100 anche per il minimo graffio. Per questo il Codacons invita tutti i danneggiati a chiedere un risarcimento al Comune. Come procedere? Restare sul posto e chiamare vigili o forze dell`ordine, così che possano fare gli accertamenti e fotografare il cedimento prima che venga coperto. Fare una foto del danno dubito ( moto rovinata o tacco rotto che sia) e conservare lo scontrino della riparazione ( calzolaio, fattura del carrozziere). Rivolgersi poi ad un`associazione di consumatori o alla propria assicurazione. Altrimenti inviare una raccomandata a/ ral Comunechiedendo i danni. “ Se non vi danno retta ricordatevi che fino a 516 euro potete ricorrere al giudice di pace senza nemmeno l`assistenza di un legale “ , suggerisce. La risposta della Direzione centrale della Mobilità non tarda però a farsi sentire: “ Nonèunproblema nuovo, perché l`asfalto èsemprelo stesso da 30 anni a questa parte “ , afferma Massimiliano Papetti. “ Non possiamo adottare soluzioni diverse nè mettere un asfalto come quello misto di ghiaia e bitume delle strade. La prorità è agevolare i lavori, frequenti inunametropoli come Milano, ai servizichesi trovano sotto ai marcipiedi. E` vero, questo materiale diventa viscoso con le temperature estive ma è l`unico che permetta di lavorare d`estate e d`inverno e di effettuare la necessaria manutenzione “.

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