4 Aprile 2013

Milano, la fotodenuncia della maestra: “A mensa solo sette ravioli per alunno”

Milano, la fotodenuncia della maestra: “A mensa solo sette ravioli per alunno”

L’ associazione di consumatori Codacons contro Milano Ristorazione. “Questa volta la protesta contro i pasti serviti nelle mense scolastiche di Milano non arriva dai genitori – si legge in una nota – ma da un’ insegnante stufa di veder serviti ai suoi alunni pasti da fame. Così ha deciso di fotografare quanto è stato dato ai suoi bimbi di dieci anni: sette ravioli. E non si tratta di un evento fortuito e raro. Ci sono anche i quattro bocconcini di pollo impanato, per non parlare dei pezzi di latta del tonno nel piatto di un alunno qualche anno fa o dei pezzettini di osso non meglio identificati nelle lasagne”. “L’ insegnante ha chiesto chiarimenti alle scodellatrici e prima si è sentita rispondere che si trattava di una questione di grammatura – aggiunge il Codacons – poi che non potevano fare porzioni più consistenti dato che il cibo consegnato quel giorno era scarso. A quel punto, allegando la foto riportata, ha domandato a Milano Ristorazione se secondo loro era ‘un piatto da poter presentare a dei bambini in crescita, soprattutto a bambini di classe quinta, quando il secondo piatto era il pesce che di solito nessuno mangia’”. “Bambini di dieci anni – ha commentato il presidente del Codacons, Marco Donzelli – non possono certo diventare obesi se mangiano più di sette ravioli. Solleveremo il problema delle dosi in tribunale, non appena sarà fissata l’ udienza dell’ azione collettiva che abbiamo già intrapreso e depositato contro Milano Ristorazione”. “Non si possono non fare differenze fra bimbi di tre e di 14 anni. Nell’ atto di citazione depositato – aggiunge Donzelli – abbiamo già denunciato la questione. I piatti proposti non hanno grammature diverse a seconda dell’ utenza a cui sono destinati, come specificato invece nel contratto stipulato con il Comune. Milano Ristorazione applica le stesse porzioni di cibo, e quindi di calorie, ai bambini indipendentemente dalla loro età”. “Le indicazioni dei Larn (Livelli di assunzione giornaliera raccomandati di nutrienti), invece, prevedono un differente apporto di calorie, proteine, ferro, calcio, a seconda delle diverse fasce scolastiche: scuola dell’ infanzia, primaria, secondaria di primo grado. Se si fanno le stesse porzioni per i bambini fino a sei anni e per quelli fra i sette e i dieci, si dà troppo o il giusto ai bimbi di prima ma sicuramente poco a quelli più grandi. Il cibo non solo non è ottimo, insomma, ma non è nemmeno abbondante”, conclude Donzelli. Il Codacons ricorda che se l’ azione collettiva sarà ammessa dal tribunale, i genitori potranno ottenere, oltre a un miglioramento del servizio, anche un risarcimento del danno sia patrimoniale (pari alla somma corrisposta dai genitori per il servizio mensa) sia non patrimoniale.

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