Milano, il Comune si spacca su Manson
-
fonte:
- Corriere della Sera
Gli organizzatori: «Se dicono no andremo a Torino oppure a Reggio Emilia»
MILANO – Il Comune di Milano non può censurare Marilyn Manson. Così dicono gli avvocati di Palazzo Marino, che suggeriscono agli amministratori della Casa delle libertà di fare un appello al concessionario Divier Togni affinché non conceda il Mazda Palace per il contestato concerto rock del 7 giugno. E se l?appello dovesse cadere nel vuoto, il Comune valuterà se ci sono gli estremi per vietare l?esibizione. «E? stato disatteso il bando di gara» avverte l?assessore ai grandi eventi, Giovanni Bozzetti. Ma il «satanismo» di Manson nel capoluogo lombardo sembra aver fatto centro, anche se ora arriva la frenata sul divieto. La giunta si è spaccata (l?ala liberal ha preso le distanze dai «censori»), così come si è diviso il consiglio comunale che oggi si pronuncerà sulla mozione per chiedere «che il Comune non dia il permesso allo svolgimento del concerto». Non ha resistito all?influenza dello spirito del male neanche la componente cattolica, andata in frantumi sulle note del rock che «incita alla violenza». Il sindaco Gabriele Albertini prenderà posizione solo in Aula, mentre contro il concerto si è già espresso il vice Riccardo De Corato, di An.
Insomma gli ingredienti del caso politico ci sono tutti. E le reazioni non si sono fatte attendere. Il Codacons scende in campo a favore dell?artista perché «è più diseducativa la tv italiana che il concerto di una rock star provocatoria». Se proprio il Comune vuole censurare, suggerisce l?associazione, vieti l?ingresso solo ai minorenni. Per Franca Chiaromonte, responsabile dell?area cultura dei Ds, «non spetta alla politica svolgere i compiti e il ruolo di un comitato di censura». «La conseguenza – rincara – sarebbe l?apertura di un vulnus serio ai principi dei sistemi democratici». Categorica la Fimi, Federazione industria musicale italiana, per la quale «si introduce un modello pericoloso nell?intervento educativo delle istituzioni». Di diverso avviso Michele Bonatesta, di An, membro della commissione di Vigilanza Rai, che definisce «sacrosanta l?auspicabile e doverosa decisione di annullare il concerto». Bonatesta va oltre: l?Italia dovrebbe «mettere al bando questo personaggio nocivo il cui verbo pernicioso gronda sangue». Gli organizzatori però non demordono. «Se il concerto di Manson verrà vietato a Milano, traslochiamo altrove» assicurano Andrea Pieroni e Bruno Chiodi rivelando di aver ricevuto già tre proposte da parte di altri comuni tra cui Torino e Reggio Emilia. Piero La Falce, amministratore delegato e presidente di Universal Music Italia, ha scritto una lettera ad Albertini, osservando che «la censura danneggia la cultura». Laconico Walter Veltroni: «E? un tipo di musica che non mi piace, ma non ci mettiamo certo a dire chi può cantare e chi no: questo lasciamolo fare ai talebani».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
