23 Aprile 2008

Milano e Bolzano capitali del caro-spesa

Milano e Bolzano capitali del caro-spesa
Al Nord riempire il carrello costa fino al 13% in più della media nazionale

La questione settentrionale esiste. Ed è soprattutto una questione di prezzi, visto che al Nord fare la spesa costa molto di più che nel resto d`Italia. A certificarlo è una ricerca sulle differenze nel livello dei prezzi tra i capoluoghi di regione italiani, da cui risulta che le città più care in assoluto sono Genova, Bologna, Trieste e Bolzano, mentre la località più convenienti sono Napoli, L`Aquila, Campobasso e Palermo. Lo studio – realizzato da Istat, Unioncamere e Istituto Guglielmo Tagliacarne su dati del 2006 – ha riguardato un paniere di oltre 1.700 prodotti, scelti soprattutto tra alimentari, abbigliamento e calzature e arredamento, per un peso complessivo pari a circa il 35% della spesa per consumi delle famiglie. I divari più rilevanti in assoluto riguardano il settore dell`arredamento, con Milano che si colloca 25,8 punti percentuali sopra la media e Campobasso 22,8 punti al di sotto. Per quanto riguarda i generi alimentari, le città più care sono Bolzano e Milano, che fanno registrare livelli dei prezzi più elevati di oltre il 10% sulla media nazionale (rispettivamente più 13,3% e più 11,2%), mentre Napoli è la più economica (meno 10%). In generale, un gruppo di città (Genova, Bologna, Trieste e Bolzano) registra livelli dei prezzi superiori alla media nazionale in tutti e tre i capitoli considerati, mentre sul fronte opposto si collocano Napoli, L`Aquila, Campobasso e Palermo. Dallo studio emerge inoltre che, per quanto riguarda i prodotti alimentari, si rilevano differenziali di prezzo “relativamente contenuti“ per i prodotti lavorati e “nettamente più ampi“ per i prodotti non lavorati, per i quali “forme tradizionali di commercializzazione del prodotto, aspetti di localizzazione e caratterizzazione della merce commercializzata sembrano rappresentare fattori che comportano spinte verso una maggiore variabilità di prezzi“. Lo studio permette di avere un quadro piuttosto dettagliato sull`andamento dei prezzi nel paese. “Questa ricerca – spiega il presidente dell`Istat, Luigi Biggeri – è un importante approfondimento per comprendere le differenze nel livello dei prezzi su base territoriale“. In particolare “si nota una specie di dicotomia per alimentari, abbigliamento e calzature: in genere ci sono prezzi alti nelle città del Nord e più bassi nelle città del Sud. Per l`arredamento la situazione è più differenziata“. I dati della ricerca hanno nuovamente spinto il Codacons a criticare i meccanismi con cui viene calcolata l`inflazione: “È la dimostrazione – dice il presidente dell`associazione, Marco Donzelli – che il calcolo dell`inflazione non è rappresentativo del costo della vita, che invece dipende dal valore assoluto di partenza dei prezzi“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox