MILANO, CHAT SESSISTA ATM: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA E A GARANTE PRIVACY PER REVENGE PORN
Il caso della chat con commenti sessisti e immagini di donne rubate dalle videocamere di sorveglianza dei mezzi Atm finisce all’attenzione della magistratura e del Garante per la Privacy. Il Codacons ha deciso infatti di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano e all’Autorità per la tutela dei dati personali in cui si chiede di aprire una indagine anche alla luce del possibile reato di revenge porn.
“Si tratta di un episodio gravissimo sul quale è necessario fare chiarezza, perché se confermati i fatti così come emersi ci troveremmo di fronte a pesanti illeciti sanzionati dal nostro codice penale, che aprirebbero tra l’altro la strada ad azioni risarcitorie in sede civile da parte delle vittime” – spiega il presidente Codacons Lombardia, Marco Maria Donzelli.
In particolare nell’esposto che il Codacons sta preparando e che sarà depositato nelle prossime ore in Procura si chiede di aprire una formale inchiesta alla luce dell’art. 612 ter del Codice Penale secondo cui “chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento”.
Analogo esposto viene presentato al Garante per la Privacy affinché accerti la violazione delle norme a tutela della riservatezza e dei diritti fondamentali delle persone.
“Una eventuale indagine della magistratura assume importanza fondamentale perché, una volta accertati i fatti e le responsabilità, consentirà alle donne vittime di possibili illeciti di agire in sede civile per il risarcimento dei danni subiti – aggiunge Donzelli – In tal senso il Codacons si metterà a disposizione delle vittime per valutare le dovute azioni legali da intraprendere a loro tutela”.
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