12 Giugno 2015

Milano, capotreno aggredito con il machete: due in questura. Forse membri di gang latinos

Milano, capotreno aggredito con il machete: due in questura. Forse membri di gang latinos

Intervento
chirurgico di otto ore: i medici hanno riattaccato il braccio al
capotreno. I sospettati avevano macchie di sangue sui vestiti. I
ferrovieri: stop treni di 10 minuti in segno di solidarietà. Maroni:
“Sparare se è necessario”

di ILARIA CARRA e ANDREA MONTANARiUn’aggressione bestiale a colpi di machete. Un ferroviere di 30 anni arrivato in ospedale con il braccio sinistro praticamente staccato. E due ragazzi, probabili membri di gang di latinos, che finiscono in questura con i vestiti sporchi di sangue per essere interrogati. Inevitabilmente l’aggressione di giovedì notte a Milano, dove al capotreno che chiede il biglietto viene, di fatto staccato un braccio a colpi di machete, ha generato una serie di polemiche, riflessioni, proteste sulla questione sicurezza sui treni. Soprattutto di notte. Con il presidente della Regione, Roberto Maroni, che dice: “Voglio qualcosa che impedisca questi episodi, se necessario sparare si spari”. A molti sono venute in mente le vittime di Adam Kabobo che con un piccone uccise tre persone nelle strade di Niguarda.
L’aggressione. E’ avvenuta giovedì sera intorno alle 22 nella stazione del passante ferroviario di Villapizzone (Milano) a bordo di un treno proveniente da Expo. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane capotreno avrebbe chiesto ai pochi passeggeri di esibire il biglietto. Sarebbe nata una lite quando il treno stava arrivando in stazione. Il ferimento sarebbe arrivato quando i ragazzi, invitati dal capotreno, stavano scendendo alla fermata. Il ferroviere aveva contestato la mancanza del biglietto e stava facendo una multa. Un collega fuori servizio del ferito è intervenuto, ma anche lui è stato colpito alla testa. Se l’è cavata con un trauma cranico e dieci punti di sutura. Tutto il gruppo è scappato. Quaranta minuti dopo l’aggressione, la polizia ha trovato per strada in zona Comasina due giovani sudamericani con i vestiti insanguinati e li ha portati in questura. Ora sulle macchie verranno eseguiti test genetici.
Il bollettino medico. I medici del Niguarda non sciolgono la prognosi del paziente. C.D. che è arrivato in ospedale con una lesione grave da fendente al braccio sinistro, “lesione – precisano – che ha portato a una sub-amputazione. Si è cercato quindi recuperare la funzionalità del braccio; la prognosi verrà sciolta nei prossimi giorni”. L’intervento è durato dalle 23.40 di giovedì sera alle 6.30 del mattino. L’equipe ha visto la collaborazione di più specialisti: un chirurgo generale, un chirurgo vascolare, un chirurgo plastico e un chirurgo ortopedico.
Le telecamere al vaglio. L’aggressione è stata bestiale, ma è probabile che sia stata filmata dalle telecamere della stazione. Secondo i testimoni è stata opera di un gruppetto di giovani sudamericani che non volevano mostrare il biglietto al capotreno. Il gruppo, composto da tre o cinque giovani è riuscito a fuggire prima dell’arrivo della polizia, ma due di loro – o comunque due persone che potrebbero far parte del gruppo – sono stati poi successivamente bloccati dagli agenti. All’aggressione avrebbe assistito una donna che è scappata subito dopo per lo spavento.
Chi sono i sospettati. Sono due sudamericani maggiorenni che pare facciano parte di una gang di latinos. Uno era già stato indagato in passato per fatti analoghi. Si sa anche che uno è irregolare. Al momento la polizia sta ascoltando la loro versione. Ma gli investigatori stanno anche raccogliendo le testimonianze di altri passeggeri che erano sul posto al momento dell’aggressione e sta acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione.
I ferrovieri si mobilitano. I colleghi del ferito si stanno mobilitando per organizzare una forma di protesta ‘bianca’. L’intenzione è quella di fermare i treni regionali per una decina di minuti in segno di solidarietà al collega che si trova al Niguarda e all’altro che è rimasto ferito alla testa dopo avergli dato una mano. Il gesto serve anche per sottolineare – fanno notare i macchinisti e capotreni – i rischi crescenti del mestiere. Tra le azioni in programma c’è anche una manifestazione di ferrovieri, azienda e associazioni di consumatori, un corteo silenzioso verso la prefettura.
Maroni: “Se è necessario anche sparare”. “Chiederemo di mettere i militari e la polizia per contrastare questi fenomeni” sui treni: lo ha detto il governatore Roberto Maroni dopo l’aggressione a Villapizzone. Fino anche a sparare? “Sì certo – ha risposto – è legittima difesa, voglio qualcuno che impedisca queste cose e se è necessario sparare, spari”.
Fs: “140 aggressioni in 5 mesi”. Il personale in servizio sui treni è ormai trasformato in vittima inerme di questi atti di violenza” si legge nella nota di Fs che precisa: “Nei primi 5 mesi dell’anno abbiamo già registrato 140 aggressioni al personale”. Le Ferrovie chiedono “una maggiore presenza delle forze dell’ordine per arginare un problema grave che riguarda la sicurezza delle migliaia di viaggiatori che ogni giorno si servono del treno per i loro spostamenti e per il personale in servizio. Metteranno in atto, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, tutte le azioni possibili per arginare e contrastare il fenomeno a tutela della sicurezza dei dipendenti e dei viaggiatori” prosegue la nota aggiungendo che “qualora si constatasse l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza, le Fs Italiane avrebbero difficoltà a garantire il servizio in alcuni orari: l’incolumità dei clienti e dei dipendenti, che ogni giorno lavorano sugli oltre 6mila convogli in tutto il territorio nazionale, non può essere messa a repentaglio”.
Il Codacons: “Agenti sui treni”. “Chiediamo di dotare i treni italiani a maggiore rischio di agenti delle forze dell’ordine che svolgano attività di controllo anche in borghese e a campione, in modo da garantire l’incolumità di passeggeri e dipendenti, aumentare il livello di sicurezza e svolgere funzione deterrente contro atti di violenza come quello di ieri” , afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi.

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