Milano avvia la deregulation
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
le iniziative la catena di supermarket esselunga acquista spazi pubblicitari per approvare la liberalizzazione
Il Comune di Milano apre alla liberalizzazione degli orari dei negozi prevista dal decreto "Salva Italia". Ieri il capoluogo lombardo ha deciso la deroga all’ obbligo di chiusura del 6 e 8 gennaio, con l’ apertura per 13 ore consecutive, anche in considerazione dell’ avvio dei saldi da oggi. Ciò in attesa delle linee di indirizzo della giunta comunale e della Regione Lombardia. «In realtà – osserva Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – la deroga è inutile: la legge 214 è già operativa dallo scorso 6 dicembre e non necessità di alcun recepimento da parte delle amministrazioni locali: gli esercenti possono decidere autonomamente gli orari di apertura senza violare nessuna legge». I 90 giorni dell’ articolo 31 della legge «è il tempo entro il quale – aggiunge Cobolli Gigli – le Regioni dovranno adeguare le normative in materia di programmazione commerciale urbanistica relativamente alla libertà di apertura di nuovi esercizi». Anche ieri però è continua la guerra delle dichiarazioni sui due fronti: pronti al ricorso alla Corte costituzionale si sono detti i governatori di Toscana, Lazio, Veneto e Puglia, incerta l’ Emilia Romagna; Codacons ha annunciato che denuncerà all’ Antitrust chi firmerà i ricorsi. «La Regione Lombardia – ha fatto sapere l’ assessore al Commercio, Stefano Maullu – non sta preparando un ricorso contro la normativa sulla liberalizzazione». Anche perchè, secondo molti osservatori, il testo del decreto fa esplicito riferimento alla disciplina Ue sulla concorrenza e sulla libera prestazione di servizi, di stretta competenza statale e comunitaria. Infine, oggi nei 143 punti vendita Esselunga il patron Bernardo Caprotti comunicherà, tramite manifesti, il suo sì alla liberalizzazione (ieri annunci su alcuni quotidiani e si replica lunedì). Caprotti premette che di fatto già oggi c’ è una discreta liberalizzazione degli orari (13 ore) e delle aperture festive, anche se dettate da deroghe a singhiozzo che complicano la libertà di spesa dei consumatori e di pianificazione degli operatori. Con la liberalizzazione si eliminano balletti e deroghe ma «molte migliaia di persone delle regioni, dei comuni e delle associazioni dovranno trovarsi una nuova più produttiva occupazione». E.Sc. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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