7 Marzo 2008

MILANO: ANCORA UN MEZZO PUBBLICO COINVOLTO IN INCIDENTE

LA MORATTI DEVE INVESTIRE DI PIU’ IN SICUREZZA STRADALE IL CODACONS CHIEDE L’APPLICAZIONE DEI DECRETI PREFETTIZI E CHE IL 100% DEI PROVENTI DELLE MULTE SIA DESTINATO ALLA SICUREZZA

Questa volta si tratta dello scontro tra un tram ed un autocarro. Nessuna tragedia, per fortuna, ma ciò non toglie che a Milano ci sia un problema di sicurezza stradale. Pochi rispettano la precedenza dei mezzi pubblici, il limite di 50 Km/h è un optional, i pedoni sono costantemente in pericolo….
Per questo il Codacons chiede che la Moratti metta in atto finalmente i decreti prefettizi del  4 aprile 2003, tuttora inapplicati, che prevedono la possibilità di installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento stabilite dagli artt. 142 e 148 del C.d.S., in pratica postazioni fisse di autovelox,m da segnalare ai consumatori, per controllare la velocità dei veicoli e prevenire incidenti.
Ricordiamo le strade previste dal Prefetto di Milano: Via Belgioioso C., Via Chiesa Rossa, Via Corelli, Via Ripamonti, Autostrada Milano-Laghi, Cavalcavia del Ghisallo, Piazza Istria, Piazza Maggi, G.A. Piazza Miani, G. Piazzale Lagosta, Via Chiodi C., Via dei Missaglia,  Via Fermi E., Via Ferrari, V. Via Palmanova, Via Parri,  Via Sant’Elia Antonio,  Viale De Gasperi,  Viale Faenza, Viale Famagosta, Viale Rubicone, Viale Scarampo,  Viale Testi, F. Viale Zara.
Inoltre da tempo il Codacons chiede che tutti i proventi delle multe siano destinati alla sicurezza stradale. Il Comune di Milano, invece, nonostante le varie richieste in tal senso, non ha mai chiarito fino in fondo che fine fanno i proventi, e neppure se viene almeno rispettato l’art. 208 del codice della strada che prevede che il 50% delle multe sia obbligatoriamente destinato “al miglioramento della circolazione sulle strade, al potenziamento ed al miglioramento della segnaletica stradale ……. alla realizzazione di interventi a favore della mobilità ciclistica nonché, in misura non inferiore al 10 per cento della predetta quota, ad interventi per la sicurezza stradale in particolare a tutela degli utenti deboli: bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti.”

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this