18 Settembre 2018

Milano, 15enne morto per selfie da tetto di un centro commerciale/ La ricerca della verità e il fattore social

 

Milano, 15enne morto per selfie da tetto di un centro commerciale/ La ricerca della verità e il fattore social Milano, 15enne morto per selfie da tetto di un centro commerciale. Ultime notizie, la ricerca della verità e il fattore social: una tragedia che colpisce tutti Immagine di repertorio (LaPresse) Milano, 15enne morto per selfie da tetto di un centro commerciale: una tragedia che continua a fare discutere e che fa riflettere sulla possibile influenza dei social network sui giovani di oggi. La vicenda la conosciamo purtroppo tutti: usciti dal Multisala del centro commerciale, alcuni ragazzi decidono di andare sul punto più alto dell’ imponente struttura; così prendono le scale antincendio, scavalcano due cancelli e riescono ad arrivare in cima per farsi una foto e per vedere un concerto in programma al di là del centro commerciale. Ad un certo punto devono scendere e si separano: il quindicenne non vede la bocca senza grata di un condotto di areazione, scavalca il parapetto e cade per venticinque-trenta metri. Non c’ era infatti, nessuna protezione intermedia: una volta arrivati giù, i ragazzi si rendono conto che l’ amico non c’ è. Nel frattempo i vigilantes raggiungono i ragazzi e insieme cercano l’ amico. Ritrovato due piani sotto terra, a testimonianza del terribile volo fatto, i vigili del fuoco ci mettono tantissimo ad estrarlo ma le condizioni erano disperate: all’ ospedale Niguarda i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. LA VERITA’ E L’ INFLUENZA DEI SOCIAL Alessandro Barone, padre del quindicenne Andrea, ha manifestato la sua rabbia per il dramma che ha colpito la famiglia e ha affermato senza mezzi termini: “Voglio verità e giustizia per mio figlio. Non era un amante dello sport estremo, a 15 anni era già un uomo”. Si è parlato molto dell’ influenza dei social network in questa vicenda, anche se il genitore non crede a questa versione, sottolineando che “anche le foto del suo profilo girate in rete sono una stupidaggine”, e sarà necessario capirne di più attraverso le indagini delle forze dell’ ordine. Sul tema è intervenuto anche il Codacons, che ha commentato: “I social network hanno precise responsabilità, perché è loro compito eliminare prontamente pagine e foto che possono rappresentare un pericolo per gli altri utenti. Per questo chiediamo alla Procura di disporre indagini sulle piattaforme web che consentono la pubblicazione di selfie o video realizzati in situazioni di elevato rischio, e oscurare qualsiasi contenuto che esalta gesti pericolosi per l`incolumità dei più giovani”, le parole di Rienzi riportate da Il Giorno. © Riproduzione Riservata.

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