28 Aprile 2017

Migranti e ong, il caso del procuratore Zuccaro arriva al Csm

Migranti e ong, il caso del procuratore Zuccaro arriva al Csm
Il ministro Orlando: evitare strumentalizzazioni, facciamo i processi. Minniti: no a inutili generalizzazioni

Il caso del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che ha più volte parlato di collusioni tra ong e trafficanti di esseri umani, arriva al Csm. Il vicepresidente, Giovanni Legnini, ha infatti dichiarato che “dopo aver sentito i capi di corte e il presidente della prima commissione, Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all’esame del comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio”.

Strumentalizzazioni sulle parole del procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro “sicuramente ci sono: quando si fanno queste discussioni, è inevitabile”, ma “non ci preoccupiamo di questo, facciamo i processi”, ha commentato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. “Evitare generalizzazioni”, chiede invece il gollega di governo Minniti.

Di Maio: sostenere Zuccaro – “Il procuratore Zuccaro va sostenuto, non isolato e sottoposto a provvedimento disciplinare del Csm”. Lo scrive Luigi Di Maio (M5s), vicepresidente della Camera, su Twitter, rilanciando anche un suo intervento sul blog di Beppe Grillo sullo stesso argomento. “Massimo rispetto – scrive Di Maio sul blog – per il procuratore Zuccaro che denuncia un fatto gravissimo: ONG che potrebbero essere state finanziate dai trafficanti, oggi il Ministro della Giustizia e il Ministro dell’interno minimizzano o mettono in dubbio questo allarme. Ma in che razza di Paese viviamo? Un governo serio – prosegue – dovrebbe mettersi a disposizione di quel magistrato fornendogli tutti gli strumenti per arrivare alla verità”.

Intanto il Codacons ha depositato formale costituzione di parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura di Catania. “Abbiamo deciso di inserirci nel procedimento della magistratura in rappresentanza dei cittadini che sono i principali finanziatori delle Ong e che hanno diritto alla massima trasparenza – spiega il presidente Carlo Rienzi – Se esiste anche il minimo sospetto di illeciti di qualsiasi natura è preciso dovere della magistratura fare chiarezza, e le polemiche sollevate in questi giorni da soggetti come Roberto Saviano sono un insulto verso quei cittadini che si privano di denaro per sostenere le attività delle organizzazioni che operano nel settore dei migranti e che devono essere al di sopra di ogni sospetto”.

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