27 Giugno 2019

Migliorano i conti pubblici ma gli italiani non spendono

MILANO Migliora leggermente l’ andamento dei conti pubblici italiani nel primo trimestre del 2019, ma anche per l’ aumento della pressione fiscale a livelli che non si vedevano da quattro anni. È il quadro disegnato dall’ Istat, che evidenzia come sia cresciuto molto anche il potere d’ acquisto delle famiglie, che tuttavia non si trasforma in consumi, che anzi rallentano bruscamente. Nei primi tre mesi il deficit si é attestato al 4,1 per cento del Pil dal 4,2 per cento dello stesso periodo del 2018. Il peso delle tasse, invece, é salito al 38 per cento, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Non si registrava un simile livello di pressione fiscale dal primo trimestre del 2015 – il confronto é possibile solo tra trimestri corrispondenti -, quando le tasse erano pesate per il 38,9 per cento del Pil. Le famiglie vedono crescere comunque il reddito disponibile lordo dello 0,9 per cento sui tre mesi precedenti, attestandosi a un picco che non si toccava dal terzo trimestre del 2011. Nonostante ciò, gli italiani mettono sotto il materasso e non spendono. L’ istituto statistico evidenzia infatti che la propensione al risparmio é stata pari all’ 8,4 per cento, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2018, a seguito di una crescita della spesa per consumi finali dello 0,2 per cento, “nettamente più contenuta” rispetto a quella del reddito disponibile lordo. “È di tutta evidenza – afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons – come su tale quadro economico giochi un ruolo essenziale la sfiducia dei cittadini nell’ attuale situazione del paese”.

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