21 Dicembre 2019

Migliora la fiducia del consumatori

l’ istat: “ottimismo per la situazione economica del paese”. le associazioni: “non basta”
ROMA Nel mese del Natale migliora la fiducia di consumatori e imprese. L’ indice di fiducia rilevato da Istat per i primi sale a 110,8, mentre quello per le aziende al 100,7: il valore più alto dallo scorso luglio. Per l’ istituto di statistica a far saure la fiducia dei consumatori non sarebbe l’ atmosfera natalizia, ma piuttosto “opinioni sulla situazione economica dell’ Italia e da giudizi sulla situazione personale in deciso miglioramento”. D’ accordo anche il senior economist di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli, secondo cui dicembre “mostra un quadro economico meno fosco” del mese precedente. Mentre di parere diverso il Codacons secondo cui la fiducia dei consumatori dipende soltanto dall’ effetto Natale. Dicembre segna un aumento di tutte le componenti di fiducia dei consumatori. Il clima economico passa da da 116,5 a 120,7, quello personale cresce da 105,8 a 106,8, il clima corrente aumenta da 106,8 a 108,8 e il clima futuro passa infine da 110,2 a 112,2. Rispetto alle imprese, la fiducia migliora nel settore manifatturiero (da 99,0 a 99,1) e aumenta in modo ancora più deciso nelle costruzioni (da 137,1 a 140,1), nei servizi (da 99,7 a 102,2) e nel commercio al dettaglio (da 108,3 a 110,9). Il clima di opinione è “complessivamente più favorevole” sia per le imprese che per i consu maton, segnala Istat. “Meno male! Altrimenti, un’ ulteriore caduta del cli ma di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novem bre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale”, commenta l’ Unione Nazionale Consumato n. Per Federconsumatori, la “parziale ripresa” dopo il crollo di novembre si scontra con un andamento del sistema economico ancora incerto, che “per crescere su basi stabili e durature necessita di interventi mirati, strutturali, improntati alla crescita e allo sviluppo”. I dati di dicembre, pur “segnando un miglioramento diffuso del sentiment – rileva anche Confcommercio – non possono essere letti come una chiara indicazione d’ inversione positiva del ciclo delle aspettative”. La ripresa di dicembre “non basta a cancellare l’ incertezza di famiglie ed imprese”, segnala Confesercenti, sottolineando che il dato del mese si colloca comunque “a livelli fra i più bassi degli ultimi due anni, ad indicare che le aspettative delle famiglie sono ancora relegate in un’ area se non proprio di pessimismo di forte insicurezza”. Insomma il segnale di ottimismo c’ è, ma è ancora poca cosa.

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