20 Aprile 2010

Migliaia di turisti bloccati all’ estero pronti a fare causa

TORINO 20/04/2010 – La prima defezione dalla lista delle personalità attese in visita alla Sindone, a causa degli effetti dell’ eruzione del vulcano islandese che ha bloccato gli aeroporti di tutta Europa, è stata quella del metropolita ortodosso della Georgia, Nicholas. Il patriarca ortodosso recupererà quest’ oggi, dopo aver raggiunto Torino con altri mezzi. A causa dell’ imprevisto, che ha bloccato anche centinaia di pellegrini già prenotati, però, non è da escludersi una proroga dell’ ostensione. A chiederlo, tra gli altri, anche l’ Adat, associazione degli albergatori di Confesercenti. "Come albergatori – spiega Aldo Anfossi, presidente dell’ Adat – abbiamo ricevuto in questi giorni un gran numero di disdette di prenotazioni, con mancate presenze che sfiorano il 50%: fenomeno questo che rischia di prolungarsi anche nei prossimi giorni". "Avevamo già chiesto una proroga al cardinale Poletto, spostando al 23 maggio la chiusura dell’ ostensione, nell’ eventualità potremmo chiederne una seconda" spiega l’ assessore alla Cultura e presidente del Comitato per l’ ostensione della Sindone, Fiorenzo Alfieri. E comunque, a causa della nube, sono migliaia i turisti e i passeggeri che avrebberodovuto fare rientro a casa nel fine settimana e che invece sono stati costretti a prolungare i soggiorni. O, peggio, sono rimasti bloccati in qualche scalo in attesa che gli aerei ricominciassero a volare. A Fiumicino, diventato l’ hub europeo di riferimento nei giorni dell’ eruzione, soltanto ieri sono stati 35 i "voli speciali" creati ad hoc dai tour operator per riportare a casa i vacanzieri. E l’ associazione dei consumatori Codacons avverte i turisti: chi è rimasto a terra o ha subito disagi ha diritto ad essere rimborsato. Non solo. Compagnie aeree o tour operator devono farsi carico dei pernottamenti "fuori programma" negli hotel e dei mezzi di trasporto alternativi utilizzati per tornare a casa. Chi non può partire – ricorda il Codacons – ha diritto al rimborso integrale, entro e non oltre 7 giorni dalla data di cancellazione, di quanto versato o, in alternativa, al cambio data o destinazione del viaggio. Già, perché non si tratta di una rinuncia volontaria ma di una causa di forza maggiore. Come appunto l’ eruzione del vulcano. I tour operator intanto si preparano a gestire al meglio l’ emergenza e offrire assistenza a chi non è riuscito a imbarcarsi. Mar Rosso, Mauritius, Maldive e Marocco le zone più "critiche", quelle dove i "forzati delle vacanze" sarebbero centinaia, se non migliaia. Impossibile al momento fare una stima precisa – fanno sapere i tour operator – la situazione cambia da un momento all’ altro. I primi calcoli, diffusi dall’ associazione Assotravel, parlerebbero però di almeno 5mila italiani bloccati in villaggi, hotel, aeroporti di mezzo mondo. A chi è bloccato nei terminal – fa sapere il Codacons – dev’ essere garantita assistenza. Spetta infatti alla compagnia aerea "assicurare 2 telefonate, o fax o email, pasti e bevande in relazione all’ attesa e, nel caso si renda necessario, il pernottamento, adeguata sistemazione in albergo e trasporto tra aeroporto e luogo di sistemazione" rende noto l’ associazione dei consumatori. Ma a detta dell’ associazione consumatori, turisti e viaggiatori che in questi giorni si ritrovano "prigionieri" degli scali avrebbero diritto a chiedere perfino i danni. Già, perché in caso di colpa del vettore aereo, come la mancata assistenza o un’ informazione poco tempestiva o "illudere i passeggeri che si riprenderà a volare quando le previsioni meteo dicono tutto il contrario" scatta anche il diritto ad avere qualcosa in più del semplice rimborso. an.mag. en.rom.

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