31 Marzo 2011

Migliaia di insegnanti precari chiedono la cattedra al giudice

Migliaia di insegnanti precari chiedono la cattedra al giudice
 

In Italia (ultime stime del ministero) sono almeno 65 mila, e se tutti quanti decidessero di presentare ricorso per lo Stato sarebbe una stangata. Di cui c´è stato un «assaggio» pochi giorni fa, quando il Tribunale del lavoro di Genova ha riconosciuto a 15 insegnanti di scuola precari con almeno tre contratti annuali consecutivi l´illegittimità del contratto a termine, la ricostruzione della carriera, cioè gli stessi diritti economici degli insegnanti a tempo indeterminato, nonché il riconoscimento di 15 mensilità come risarcimento danni per la mancata immissione in ruolo. E mentre il ministero sta cercando di arginare la marea di ricorsi che si prevede seguiranno «per imitazione», si scopre che il contributo toscano all´esercito dei precari (docenti e personale Ata, cioè custodi e bidelli) con contratti scaduti fra giugno e agosto 2010, pronti a portare lo Stato in tribunale è addirittura gigantesco. Ad avere già impugnato il contratto di lavoro, premessa del ricorso verso e proprio per ottenere l´assunzione a tempo indeterminato, sono infatti, ad oggi, 2.207 (di cui 400 a Firenze, 320 sia a Siena che a Prato, 230 ad Arezzo, 200 sia Grosseto che a Livorno, 172 a Lucca, 160 a Pistoia, 120 a Massa, 85 a Pisa) assistiti dalla Cgil, più altri 4-5 mila seguiti dal Codacons, cui vanno aggiunti il migliaio che si sono rivolti a Gilda e i circa 650 della Uil, e non si sa quanti altri che hanno fatto ricorso per conto proprio. Ad oggi, perché fra poco ci sarà anche la mandata di quelli che completeranno i tre anni continuativi di contratto a giugno. «Una vera operazione di massa» osserva il segretario provinciale della Flc Cgil Alessandro Rapezzi, sottolineando come l´assistenza del sindacato rivesta «un chiaro valore politico»: «A nessuno fa piacere andare in tribunale, l´operazione serve per premere sul governo perché risolva alla radice un problema non più rinviabile». E che il governo stia prendendo sul serio la mobilitazione lo dimostrano i calcoli che il ministero, dopo la sentenza di Genova, si è affrettato a fare sui posti vacanti, cioè sulle cattedre annuali (scoperte causa aspettative, maternità, malattie, spezzoni non componibili di orari) e i posti Ata, fin qui assegnati dai Provveditorati con contratti a termine anziché a tempo indeterminato, da poter mettere a disposizione dei potenziali «ricorrenti» per sventare la loro iniziativa giudiziaria. Con quali criteri, però, è tutto da vedere, perché alle stesse cattedre (in Toscana, per l´anno scolastico 2010-11, più di 3 mila) manterrebbero il diritto di aspirare anche gli insegnanti primi in graduatoria. «Lo Stato si sta finalmente rendendo conto che gli costa molto meno l´immissione in ruolo di tutti i precari che un risarcimento di massa» osserva il segretario regionale Flc Cgil Raffaello Biancalani, «senza contare i contenziosi sulle graduatorie»
 

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