Migliaia a ballare discoteche chiuse L’ira dei gestori
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fonte:
- la Repubblica
di Rosario Di Raimondo A Rimini erano più di mille: tre piste da ballo, tre Dj e un solo addetto alla sicurezza.A Riccione il blitz dei carabinieri è avvenuto alle 4 del mattino, anche qui per la violazione delle norme anti-Covid ma non solo. E luci spente nella notte anche per un locale di Cattolica. Tre discoteche sono state chiuse fra sabato e domenica lungo la Riviera romagnola. Con i gestori che adesso s’infuriano, minacciano di strappare le licenze per trasformarsi in circoli privati e dicono che alcuni di loro «non supereranno l’estate». Musica spenta L’intervento più clamoroso è stato quello fatto da polizia locale e questura alla discoteca “Ecu” di Rimini, per la quale è stata decisa la chiusura immediata del locale. Più di mille, per il Comune, i giovani in pista che ballavano accalcati.Al proprietario, oltre alla violazione delle norme anti Covid, sono state contestate anche irregolarità sulle uscite d’emergenza, sugli estintori e sulla presenza di un unico addetto alla sicurezza. Il «primo raduno afro dell’estate in Riviera»era stato pubblicizzato sui social. Per la seconda volta in due settimane, invece, è stata chiusa dai carabinieri la discoteca “Musica” di Riccione.I carabinieri sono dovuti intervenire pure per una lite fra una coppia che è costata un trauma cranico e 21 giorni di prognosi a un turista veronese che si era messo in mezzo per difendere la ragazza. Anche un militare è stato ferito. Infine, l’altro locale chiuso è il “Bikini” di Cattolica, anche qui per il mancato rispetto per le regole anti contagio. «Carcere per i gestori delle discoteche abusive e ritiro definitivo della licenza con divieto di aprire altre attività commerciali sul territorio italiano», tuona il Codacons. I gestori: “Siamo allo stremo” «Ma certo, ci vorrebbe una fucilazione sommaria per i gestori!», si arrabbia – rivolgendosi al Codacons -, Gianni Indino, presidente Silb-Fipe in Emilia-Romagna, il sindacato dei locali da ballo. Che lancia una provocazione: «Dalla prossima settimana cominceremo a restituire le licenze e a riaprire come circoli privati, così almeno avremo la possibilità di far ballare i nostri soci». E prosegue: «Ma vi rendente conto che abbiamo a che fare con gente con l’acqua alla gola? Gli esercenti sono allo stremo e cercano di fare qualcosa. Le forze dell’ordine, vorrei essere chiaro, fanno il loro dovere, non possono esimersi. Ma il “Musica” (uno dei locali chiusi sabato notte, ndr) l’altra notte ha fatto entrare il 90% di persone vaccinate e ha fatto 300 tamponi all’ingresso. Il vaccino funziona? E allora perché non ci fate lavorare? Perché il Green Pass non va bene per noi?». “Abusivismo legalizzato” Per il rappresentante dei gestori c’è anche un tema di ordine pubblico: « In provincia di Rimini, venti locali possono accogliere 30 mila persone. Che di fatto sarebbero tolte dalla strada. Ma lo Stato ha legalizzato l’abusivismo. Su tutta la Riviera, da Marina di Ravenna a Cattolica, la sera in spiaggia si balla. Si balla nei pub, nei ristoranti, negli alberghi. Ma noi siamo destinati all’estinzione, la luce in fondo al tunnel non c’èè, la stagione è an-data. In Italia ci sono 200mila persone (del settore, ndr) che non prendono lo stipendio da due anni ma nessuno se ne preoccupa.E parlano di 20 milioni di euro di indennizzi? Quattromila euro a testa? È inaccettabile». Sul tema, po-chi giorni fa, è intervenuto il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini: «Avrei permesso il Green Pass facendo riaprire anche le discoteche e i locali da ballo perché stanno proliferando feste private nelle quali nessuno controlla nessuno». Salgono i ricoveri Sul fronte dell’epidemia, arriva qualche piccolo spiraglio di frenata. Ieri i nuovi contagi sono stati 661 su 21.605 tamponi: tasso di positività del 3,1%, la settimana scorsa era al 3,4, due domeniche fa al 3,88. Crescono però i ricoveri anche se non a ritmi preoccupanti: 4 ingressi in più nelle terapie intensive, dove sono ricoverati 26 pazienti; 11 in più nelle aree Covid, dove ci sono 290 ammalati. Nessun nuovo decesso. A Bologna 108 casi in più e due ingressi in rianimazione: 9, in tutto, i pazienti nelle aree più critiche.
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