“Microzone” catastali, i sindaci non hanno carta bianca
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fonte:
- Gazzetta del Sud
I sindaci non hanno carta bianca quando decidono di far quadrare il bilancio aumentando le imposte sulle case tramite il riclassamento catastale preceduto dalla suddivisione del territorio in “microzone”. Lo hanno deciso le Sezioni Unite civili della Cassazione accogliendo un ricorso di Codacons, Adoc e Adusbef contro il Comune di Lecce che, ad avviso delle associazioni dei consumatori, in maniera indiscriminata e immotivata a partire dal 2010 aveva elevato il valore del “mattone” in due quartieri spedendo migliaia di avvisi di accertamento. Contrariamente a quanto deciso dal Consiglio di Stato che aveva dato ragione al sindaco – la Cassazione ha stabilito che le “microzone” non possono essere disegnate a piacimento ma devono riunire aree omogenee e il riclassamento non è giustificato se non sono stati migliorati i servizi urbani o se non emergono differenze di prezzo significative nei valori di mercato delle case tra una zona e l’ altra. La valutazione sulla legittimità del riclassamento spetta al giudice amministrativo e non a quello fiscale. In particolare, gli “ermellini” sottolineano – nella sentenza 7665 – che la ragione giustificativa «non è la mera evoluzione del mercato immobiliare, né la mera richiesta del Comune, bensì l’ accertamento di una modifica del valore degli immobili presenti nella microzona».
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Tags: Cassazione, estimi, riclassamento catastale
