23 Aprile 2010

Microcar travolge zia e nipotino

Dieci giorni dopo la morte di Jacopo Fanfani e nove dopo quella di Federica Lupi – 17 e 15 anni, entrambi alla guida di minicar – un altro incidente che vede coinvolta un´auto scatoletta, stavolta che ha investito un bambino di 5 anni con la zia di 38. E subito sono scattate nuove polemiche sui mezzi che non richiedono alcuna patente. Mercoledì attorno alle 18 a guidarne una ? verniciata di rosa con brillantini – era un quindicenne: ha preso ad alta velocità una curva in discesa in via Ortona dei Marsi, a Castelverde, finendo per perdere il controllo del mezzo, rimbalzando sulla rete di protezione di un giardino e atterrando capovolta sul marciapiede, addosso al bimbo e alla zia che stavano rientrando a casa. A bordo della minicar, oltre al quindicenne che appartiene a una famiglia rom di origini abruzzesi, una diciottenne: mentre loro hanno rifiutato le cure dei medici, il bimbo e la zia sono stati portati, con codici rosso e giallo, al Pertini. Ieri il piccolo con la sua prognosi di 10 giorni stava meglio, mentre la trentottenne era in osservazione con dolori diffusi in tutto il corpo: lei non ricorda nulla dell´incidente accaduto a dieci metri dalla loro abitazione. A intervenire sul luogo dell´incidente, in zona Castel Verde, i vigili del gruppo VIII comandati da Antonio Di Maggio: la minicar, modello Grecav Eke Lm4, intestata a una donna della famiglia dell´investitore e assolutamente priva di assicurazione, è stata posta sotto sequestro amministrativo fino al pagamento della sanzione che, secondo il codice della strada, ammonta a 779 euro. Inoltre, su quel mezzo, un minorenne non può portare altre persone. Sul ragazzo non sono stati effettuati i test per alcol e droga «perché – come spiegano al comando del gruppo di Tor Bella Monaca – era sotto shock, ma non presentava segni di alterazione». La polizia municipale ha comunque segnalato il ragazzo alla prefettura: il quindicenne potrebbe essere sottoposto a esami nei prossimi giorni. E sarà sarà esaminata la minicar, attualmente ferma nel deposito giudiziario di via Prenestina: potrebbe aver avuto altri incidenti in precedenza e, soprattutto, i vigili vogliono capire se il motore sia stato modificato. In questa vicenda la velocità ha influito molto: la macchinetta correva, «può arrivare a 70-80 chilometri orari in una discesa come questa. Se modificata, può toccare i cento» spiegavano gli agenti della municipale diretti da Di Maggio. E mentre l´assessore alla Mobilità Sergio Marchi ricorda che sono state controllate nella scorsa settimana 215 microvetture, con 38 sequestri, la polemica sulle minicar è divampata nuovamente. L´Adoc, attraverso il presidente Carlo Pileri, chiede «patente obbligatoria e test antidroga». Carlo Rienzi, alla guida del Codacons, spiega che «serve un giro di vite contro le officine compiacenti che, dietro pagamento, tolgono i diaframmi alterando la velocità delle minicar». Rienzi chiede che, accertata la responsabilità dei meccanici, siano indagati anche per concorso in lesioni gravi o gravissime. Ivano Giacomelli, segretario del Codici chiede una patente a punti anche per le società di manutenzione delle strade che preveda anche la revoca della concessione e l´affidamento ad altri gestori, oltre a maggiori controlli sulle strade. Elisabetta Scala, coordinatrice del Moige, Movimento italiano genitori, propone infine test pratici e teorici per la guida delle auto scatolette, sanzioni «severissime» contro chi le modifica e controlli «a tappeto che non si esauriscano nel giro di pochi giorni ma che siano costanti».
 

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