28 Ottobre 2010

“Microcar instabili e pericolose”

La Procura apre un´inchiesta

Microcar e sicurezza, c´è qualcosa che non va. Almeno secondo la procura di Roma che ha aperto un fascicolo. Nel mirino dei pm i sistemi di sicurezza e le modalità di omologazione delle piccole scatole. Status symbol per gli adolescenti che, però, cronaca insegna, può essere molto pericoloso. E, stando ai magistrati Laura Condemi e Lina Cusano, non sarebbe solo una questione di guida: quelle macchinine potrebbero avere problemi di sicurezza più gravi. Endemici: sotto accusa non sono i motori truccati, ma proprio le dotazioni di serie, per così dire. Un´inchiesta che nasce dopo alcune consulenze tecniche predisposte dai due magistrati a seguito degli incidenti in cui, a distanza di poche ore, hanno perso la vita due adolescenti alcuni mesi fa: Jacopo Fanfani, 17 anni, nipote di Amintore e figlio di Donatella Papi (la donna che recentemente ha sposato in carcere il mostro del Circeo, Angelo Izzo) che si cappottò in tangenziale l´11 aprile scorso, e, la quindicenne Federica Lupi che, il giorno dopo, si scontrò contro un pullman all´Olgiata. Anche per lei non ci fu nulla da fare. La Procura avviò gli accertamenti del caso. E i risultati non sono positivi: in entrambi i casi i mezzi, secondo gli esperti che se ne sono occupati, erano privi dei più elementari e necessari sistemi di sicurezza. In particolare, la perizia sulla morte della quindicenne, stilata dal professore Alessandro Michelon, rileverebbe svariate carenze. Sotto accusa l´instabilità sul bagnato, davvero pericoloso se si superano i 32 chilometri orari. Come, appunto era successo a Federica che viaggiava ai 40 all´ora quando l´auto sbandò sull´asfalto reso scivoloso dalla la pioggia. Per di più, spiegano gli esperti, le regole sull´omologazione non vengo rispettate per quanto riguarda i materiali, troppo fragili. Dati che i pm non hanno potuto e voluto ignorare: il procuratore capo, Giovanni Ferrara, ha deciso di approfondire gli accertamenti e di aprire un fascicolo nuovo, ancora contro ignoti. Verifiche che, appunto, Condemi e Cusano, le stesse che indagano su quei due episodi, allargheranno ripercorrendo tutti gli incidenti che, in città, hanno coinvolto le microcar per verificare se, anche in quei casi, i canoni di sicurezza erano rispettati. Per questo sono state predisposte verifiche suo criteri di omologazione delle case produttrici. Accertamenti che richiederanno un contatto con il ministero dei Trasporti. In procura si esclude, comunque, che le si possa arrivare a un blocco delle minicar. E la notizia di questa indagine è stata accolta con grande favore dall´Associazione Italiana familiari e vittime della strada, da Bastaunattimo e dal Codacons che ha suggerito di indagare anche sulle officine che modificano i motori delle macchinine. Mentre il delegato del sindaco alla Sicurezza Stradale, Roberto Cantiani: «Nessuna guerra tra produttori e cittadini, il problema, su cui il Comune è impegnato da tempo, è causato da chi le manomette e da chi guida in modo scellerato». Non sono automobili ma nemmeno motorini. L´unica certezza per le microcar è però che sono pericolose. Molto di più rispetto a tutte le altre tipologie di veicoli. Lo dicono i numeri e ora anche una perizia tecnica effettuata dopo gli ultimi due incidenti mortali avvenuti qualche mese nella capitale. Cominciamo dalle cifre. Se prendiamo in esame il rischio di mortalità (i dati riguardano gli incidenti del 2008) scopriamo che per le microcar è pari al 2,66 per cento, scende a 1,98 per le motociclette, 1,03 per i ciclomotori e 0,78 per le auto. Un coefficiente troppo alto per una categoria di veicoli in fortissima espansione. In Europa, circolano, infatti, oltre 250 mila microcar con quindici costruttori che si spartiscono il mercato e che ogni anno producono complessivamente 30 mila macchinine. Più o meno come quelle presenti attualmente in Italia, dopo la Francia il secondo mercato mondiale. Poi c´è la sicurezza. La perizia tecnica effettuata sulla microcar protagonista dell´incidente mortale dello scorso aprile ne ha cancellato quasi ogni traccia. Basta, infatti, una pioggia leggera per rendere totalmente instabili le microcar, anche ad una velocità inferiore ai 40 chilometri orari. Non solo, i materiali con cui vengono costruite sono troppo fragili e leggeri così come inefficienti risultano i dispositivi di protezione dell´abitacolo. Nel caso sotto esame, per esempio, è stato rilevato che il piantone dello sterzo era bloccato da un unico bullone. Un rischio altissimo per il guidatore. Che è possibile abbassare alzando il livello di sicurezza di queste microcar. Se queste sono le condizioni, un atto dovuto. Come l´apertura dell´inchiesta da parte della procura di Roma. SEGUE A PAGINA VI.

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