17 Aprile 2011

“Mia madre morta dopo la coronarografia”

«Mia madre morta dopo la coronarografia»
 

SALGONO a nove i casi di decesso raccolti dal Codacons e relativi all’ emodinamica della Cardiologia del policlinico, mentre l’ incarico del dimissionario dottor Sangiorgi sarebbe stato affidato temporaneamente con un ordine di servizio al professor Rosario Rossi, già in passato alla guida del laboratorio, in attesa della riorganizzazione. I figli di una 58enne modenese sporgono intanto denuncia contro ignoti per fare luce sulla morte della madre, sottoposta a coronarografia, una procedura di ‘ routine’ (non tra quelle innovative con gli stent sospese dalla Regione), che però è finita nel peggiore dei modi. E’ stata una telefonata anonima a mettere in guardia i figli della donna, una telefonata arrivata da una persona esperta (forse un medico) che li invitatava a vederci chiaro proprio nei giorni in cui si sarebbe dovuta pronunciare la Regione in seguito ai dubbi sollevati dagli ‘ Amici del cuore’ . «Viste le criticità sollevate dalla Regione e l’ apertura di una inchiesta penale, abbiamo nominato un legale – racconta il figlio della donna deceduta – Faremo denuncia». La morte della donna risale a metà giugno 2010 e i parenti sottolineano la totale carenza di informazioni ricevute sui rischi dell’ intervento: «Mia madre – racconta il figlio – è stata ricoverata a fine maggio per un infarto. Era stata portata nel reparto di rianimazione e ci dissero che le condizioni erano gravi. Ma poi si riprese e venne spostata in terapia intensiva e quindi in cardiologia. Qui i medici ci dissero che c’ era bisogno di fare una coronarografia, cioè di ‘ liberare’ l’ aorta. Mia madre non voleva farla – ricorda – ma i medici ci rassicurarono dicendo che non c’ erano rischi e che se non l’ avesse fatta avrebbe potuto avere conseguenze gravi. Le procedure della coronarografia non ci furono spiegate e mia madre si sottopose all’ intervento». Dopo la coronarografia, però, la 58enne è finita di nuovo in Rianimazione: «Dopo l’ intervento mia madre stava male, fatta una Tac urgente i dottori si sono accorti che era stata ‘ urtata’ una parete dell’ aorta e che c’ era un’ emorragia. Così l’ hanno operata d’ urgenza, senza però mai parlare di pericolo di vita. Nella notte è morta». E’ prima di questo intervento che il consenso informato firmato dai figli della donna (la 58enne non era in grado di farlo) risulta quasi inesistente. O meglio, il foglio con la firma esiste, ma i figli della donna hanno dato l’ ok a una procedura non specificata. In pratica la parte destinata alla spiegazione del tipo di intervento è stata lasciata in bianco. «Acconsento a sottopormi alla seguente procedura». Ma quale? Sul modulo non è specificato. «Mia madre è morta nella notte – spiega il figlio – In pratica la mattina si è sottoposta a una coronarografia e poche ore dopo non c’ era più. E noi non siamo mai stati informati né delle procedure né dei pericoli». I figli della donna non hanno pensato subito di sporgere denuncia: «Pensavamo a una disgrazia, invece poi abbiamo saputo dell’ inchiesta e degli interventi sospesi». Le indagini sugli interventi sospesi, sugli stent usati nelle operazioni ‘ innovative’ e sulle cartelle cliniche in disordine sono state affidate dalla procura ai Nas. L’ unico indagato per lesioni colpose è il dottor Giuseppe Sangiorgi, l’ emodinamista dimessosi il mese scorso e denunciato da Giovanni Spinella degli ‘ Amici del cuore’ dopo un intervento finito male. Intanto Andrea Leoni (Pdl), denuncia: «La Regione non consente ai consiglieri di avere la relazione della commissione d’ inchiesta». val. b.

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