Mia figlia e mia moglie salvate in extremis
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fonte:
- Il Gazzettino
Il 22 novembre scorso all’ ospedale dell’ Angelo c’ erano in servizio un medico ginecologo e due ostetriche che hanno dovuto affrontare cinque travagli attivi contemporaneamente in corso. «In quella situazione il buon esito di un parto con complicazioni è stato a rischio con pericolo per la nascitura e la madre. L’ ho constatato in prima persona perché è capitato a me e a mia figlia, e purtroppo non è un caso isolato» racconta Sebastiano Bonzio, consigliere comunale di Fds il quale ha rivolto un’ interpellanza al sindaco chiedendogli che intervenga con urgenza in terza commissione consiliare, e che venga convocato anche il direttore generale dell’ Ulss 12, Giuseppe Dal Ben. Bonzio e la moglie hanno deciso di raccontare la loro storia «perché non voglio che l’ esperienza terribile che abbiamo vissuto capiti ad altre coppie. Solo la capacità e la competenza del personale medico in turno hanno consentito di mettere in salvo in extremis mia moglie e mia figlia ma non possono essere costretti a lavorare in quelle condizioni». L’ ospedale dell’ Angelo ormai è diventato il principale polo di riferimento sanitario della provincia, quest’ anno ha assicurato quasi 1700 parti ma, denuncia Bonzio, ha ancora le strutture e il personale di quando ne seguiva poco più di mille. Praticamente è ancora ai livelli dell’ ex Umberto I che, prima di chiudere, registrava dagli 800 ai 900 parti l’ anno. A questa carenza bisogna aggiungere quella dello storico e apprezzato “punto nascite” di Villa Salus che sta ormai per chiudere: nel 2012 è passato da 830 a 740 parti e continua a perdere mamme da quando hanno cominciato ad indebolirlo, arrivando al punto, la scorsa estate, di accettare puerpere solo da lunedì a mercoledì compresi. Già in quell’ occasione Codacons e altre associazioni cittadine, e il consigliere regionale di Fds Pierangelo Pettenò, erano intervenuti con denuncie pubbliche e interrogazioni. «Lo stesso direttore generale dell’ Ulss 12 e il direttore dell’ Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia hanno più volte ribadito alla stampa che stanno operando per riorganizzare il servizio, tuttavia nulla di strutturale è stato ancora previsto per adeguare il reparto» continua il consigliere comunale nella sua interpellanza, alla quale si è affiancata una nuova interrogazione del collega Pettenò che chiede alla Giunta regionale di operare con urgenza per garantire fin da subito risorse e personale. Perfino il Tribunale di Venezia, assolvendo un medico e un’ ostetrica per la morte di un neonato avvenuta quattro anni fa, «ha trasmesso gli atti in Procura per la posizione del primario, ipotizzando che le carenze organizzative del Reparto possano aver avuto un ruolo nella scorretta gestione di quell’ emergenza» aggiunge Sebastiano Bonzio che critica pure «la ricerca spasmodica del contenimento dei costi che si traduce, ad esempio, nel rifiuto di eseguire parti cesarei e nell’ input aziendale di ricercare una statistica ricca di parti naturali, prestigiosa sul piano medico ed economicamente virtuosa». Peccato, però, che da un lato si risparmi ma dall’ altro si aumenti la spesa dato che i neonati poi «devono essere assistiti, al momento della nascita e per i primi giorni di vita, nei reparti di patologia neonatale dell’ ospedale dell’ Angelo o in quello dell’ Azienda Ospedaliera di Padova, strutture d’ eccellenza che logicamente sono destinate, a loro volta, ad andare in sofferenza. Nel nostro caso mia moglie ha visto la piccola solo dopo tre giorni, entrambe sono state ricoverate anche a Padova e ora per tre anni dovremo fare continui controlli». © riproduzione riservata.
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