Mezzo stipendio per mandare i figli a scuola
-
fonte:
- La Padania
Rispetto a un anno fa, l`aumento dei prezzi supera il 5%. E per un astuccio firmato si spende fino a 25 euro
Mezzo stipendio per mandare i figli a scuola
Andare a scuola costa fatica e impegno. Ma anche tanti soldi. E se a versare stille di sudore nelle lunghe mattine sui banchi e sui libri sono gli studenti, a patire il salasso per le spese di libri di testo e corredi scolastici sono i loro genitori. Che ogni anno, alla ripresa dell attività scolastica, si trovano a fare i conti con gli inesorabili aumenti. Tra domani e il 19 settembre la campanella del primo giorno di scuola suonerà per circa 8 milioni di studenti. Che si presenteranno in aula, per lo più, con zaini appena acquistati, traboccanti di quaderni, diari, astucci nuovi fiammanti, magari anche griffati. Senza contare i libri di testo che andranno a gravare nel corso dell anno su spalle sempre più stanche. Ma quanto sarà costato il tutto alle famiglie? A SPASSO PER SUPER E IPER Secondo le stime del Codacons, l acquisto del solo corredo scolastico per l anno 2006-2007 costa circa 350 euro, 18 euro in più rispetto al 2005 (oltre il 5% in più). Una bella cifra, dunque, che tende a lievitare ogni anno. Non è detto tuttavia che le famiglie debbano sottostare, passive e arrendevoli, al giogo di una spesa così elevata. Risparmiare si può, e si deve. I consigli dell associazione dei consumatori sono sempre gli stessi di ogni anno, ma ugualmente validi ed efficaci. Acquistare il corredo in supermercati e ipermercati, ad esempio, permette di risparmiare in media il 30% rispetto alle cartolerie. Con opportuni accorgimenti, naturalmente. È opportuno recarsi a fare acquisti con una lista della spesa scolastica già bell e pronta: scegliere a mano a mano che si percorrono gli inesauribili corridoi dei centri commerciali espone il consumatore a infinite tentazioni, cui è difficile resistere. Senza contare la minaccia dei cosiddetti prodotti civetta , ossia venduti a prezzi stracciati, addirittura sottocosto, facendo leva sulla seduzione esercitata da tanti altri prodotti, che verranno inesorabilmente acquistati insieme. E il punto vendita non solo rientra dalla spesa, ma ci guadagna. Viceversa, l acquisto del solo prodotto civetta , nel rispetto della lista compilata tra le pareti di casa, al riparo dalle sirene commerciali, si traduce in un netto risparmio per l acquirente. MENO GRIFFE, PIÙ RISPARMIO Inoltre l acquisto di zaini, diari, quaderni e affini non di marca consente, a parità di qualità dei prodotti, un ulteriore risparmio del 40%. I nostri ragazzi sono bombardati da spot che reclamizzano con note suadenti e persuasive merci con tanto di griffe. Che saranno anche alla moda, ma costano capitali. E per appagare la vanità si finisce molto spesso per deprimere il portafogli. Fra gli zaini, la linea Superman ha costi che partono da 49,90 euro, i Wrestling da 39,90. Le bimbe preferiscono la firma Barbie, che comporta una spesa da 52,90 euro in su. Fra i più acquistati, vi sono anche gli intramontabili Seven e Invicta, i cui prezzi sono molto variabili, a seconda del modello prescelto. Il settore diari ha le dimensioni e la varietà di una giungla. Si va dai 7,90 euro del diario Seven ai 10,90 del Barbie, passando per una gamma di prezzi intermedi. Stesso discorso per gli astucci, corredati di tutto punto da penne, matite e gommine. Le preferenze dei maschietti vanno alle linee Spiderman (da 19,90 euro) e Wrestling (da 15,90 a 24,90 euro). Le femminucce scelgono ancora la gamma della Barbie (da 21,90 euro), un classico, o della più recente Bratz (da 19,90 euro). Nell epoca dove tutto è firmato, anche quaderni e quadernoni seguono la moda. E i prezzi lievitano: la linea Wrestling, fra le più gettonate anche in questo settore, parte da 1,20 euro. I prodotti Fiorucci hanno un costo da 1,40 euro in su. I Winx da 1,50 euro. Sugli scaffali dei supermercati esistono prodotti simili, che non sono inferiori alle griffe per qualità, ma solo per il prezzo. E che permettono quasi di dimezzare la spesa. LA STANGATA DEI LIBRI DI TESTO A completare la stangata che alleggerisce i portafogli dei genitori intervengono in aggiunta i libri di testo. Non viviamo più nell epoca in cui la scuola era un privilegio per pochi. Oggi l istruzione è un diritto per tutti. Anche se a guardare il prezzo dei libri inseriti dai docenti nei loro elenchi qualche dubbio talvolta sorge. “Il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha promesso il blocco dei prezzi dei libri per il prossimo anno scolastico – ha commentato Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. Noi ci speriamo, ma conoscendo i trucchi degli editori per aumentare i listini, prevediamo nel settore incrementi medi del 5%“. Secondo i dati diffusi dall associazione, una famiglia media spenderà quest anno, per l acquisto dei libri di testo, una cifra sui 300 euro. Che sommati ai 350 per il corredo fanno 650 euro: più di 1 milione e 200 mila delle vecchie lire per mandare un figlio alla scuola dell obbligo. E se i figli sono due, e se frequentano scuole diverse, naturalmente la spesa raddoppia. TETTI E TRASGRESSORI Per mettere un freno a quella che agli occhi di tanti genitori sembrava diventata una mera speculazione è intervenuto il ministero, che in un decreto ha fissato i tetti massimi di spesa per l acquisto dei testi scolastici delle classi prima, seconda e terza media. I tetti sono gli stessi, ormai, da quattro anni: rispettivamente 280, 108 e 124 euro. Ma non sempre gli istituti italiani li rispettano. Un altra associazione di consumatori, Altroconsumo, anche quest anno ha condotto una inchiesta per verificare quanti siano i trasgressori, su un campione di 177 classi prime in 29 istituti tra Milano, Roma e Napoli (già monitorati nel 2005). I risultati, diversi da città a città, si dimostrano migliori dello scorso anno, ma per certi versi ancora insufficienti. Buona la situazione a Milano, dove solo il 14% delle scuole osservate sfonda il tetto massimo, e comunque in misura mai superiore al 10%. Meno bene Roma, dove a oltrepassare la soglia di spesa è un istituto su cinque. Male invece, e ancora peggio dello scorso anno, Napoli: più della metà delle classi non rispetta il tetto (il 63%), e l eccedenza rispetto ai 280 euro stabiliti dal ministero è superiore in molti casi al 10%, con una spesa dunque superiore a 308 euro. “I tetti nelle adozioni dei testi nelle scuole sono uno strumento molto efficace per contenere la spesa delle famiglie senza compromettere il gioco della libera concorrenza nel mercato dell editoria scolastica – sostiene Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo -. Continuare a ignorare tale strumento è uno sberleffo per le famiglie e per il governo stesso, che ha disposto questi strumenti. Chiediamo al ministro Fioroni di intervenire immediatamente“. E non sarebbe sgradito neppure un intervento per limitare la spesa anche nelle scuole medie superiori, dove i genitori restano in balìa di presidi, insegnanti e case editrici.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
