19 Febbraio 2005

Mezzo centesimo sulla benzina per avere eco-bus

Mezzo centesimo sulla benzina per avere eco-bus

Con i 350 milioni di incasso, 1.750 autobus Domenici (Anci): un punto di partenza

Mezzo centesimo di euro sulla benzina verde e un centesimo sul gasolio per provare a cambiare aria. Almeno nella politica ambientale, balzata di prepotenza alla ribalta dopo l`entrata in vigore dei nuovi limiti europei in materia di polveri sottili. Non c`è metropoli o città che non si sia accorta d`essere soffocata e ieri il governo, dopo le pressioni dei sindaci, ha deciso di aumentare le accise sulla benzina introducendo per decreto una nuova tassa-colletta. In base alle previsioni dovrebbero essere incassati 350 milioni di euro destinati all`acquisto di bus ecologici, mandando in pensione quelli immatricolati prima del 1993. Stando alle stime dell`Assstra, l`associazione che rappresenta le aziende di trasporto pubblico, potranno essere acquistati 1.750 autobus a basso impatto ambientale.
Non è un granché, «ma questi fondi possono rappresentare un punto di partenza per avviare con il governo un confronto serio sul problema ambientale», ha sottolineato Leonardo Domenici, presidente dell`Anci, l`associazione dei Comuni. «Il problema vero è il potenziamento dei mezzi pubblici, disincentivando l`auto», ha aggiunto il sindaco di Roma, Walter Veltroni. Da qui la richiesta dei primi cittadini di uno stanziamento di 1800 milioni di euro per evitare la paralisi. E poi l`esempio: «Solo per rottamare nella capitale i 150mila motorini inquinanti servirebbero circa 50 milioni…».
Adesso, però, «servono certezze sull`impiego di quei soldi: non sarebbe accettabile che finissero smarriti nel calderone della fiscalità», ha ammonito Ermete Realacci (Margherita). E soprattutto la certezza «che la nuova dotazione di autobus a metano possa essere messa nelle condizioni di circolare – ha puntualizzato il presidente della Confservizi, Raffaele Morese – data la mancanza di un`adeguata rete distributiva di carburante». Da qui la richiesta al governo di convocare al più presto un tavolo di confronto. Un punto di partenza potrebbe essere l`incontro con i sindaci slittato all`i nizio di marzo.
Ma adesso, al ministro dell`Ambiente, Altero Matteoli, preme sottolineare che la nuova tassa non comporterà «nessun aggravio di costi sui consumatori». L`intenzione è quella evitare che il prezzo della benzina aumenti. E in questo senso è da registrare l`assicurazione fornita dal presidente dell`Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che ha escluso ritocchi ai listini. Comunque sia le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno annunciato l`intenzione di impugnare il decreto legge «che di sicuro – secondo l`Adoc -, alla lunga, si ripercuoterà sulle tasche dei cittadini». Un provvedimento, ha fatto inoltre notare l`associazione, che arriva «dopo due anni di promesse sulla riduzione delle accise sui carburanti per porre un freno al caro-benzina, i cui prezzi sono tra i più cari al mondo». Gli ambientalisti, invece, hanno opinioni discordanti. Per Legambiente «è uno spettacolo desolante», mentre il Wwf, si augura che l`iniziativa del governo si traduca in un deciso potenziamento dei mezzi pubblici.
Matteoli, ha voluto perciò precisare che si tratta di un vero e proprio fondo disponibile ogni anno. Inoltre, «anche se partirà dal 2006, trattandosi di spese in conto capitale – ha spiegato – le risorse possono essere impegnate immediatamente». Quanto al taglio sull`Iva per l`acquisto di auto Euro4 (circa 2mila euro di risparmio su un`utilitaria che ne costa 13mila), Matteoli ha precisato che la proposta è ferma perché mancano ancora dati certi.

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