27 Aprile 2004

Mezzi pubblici, il ritardo viaggia in centro

Mezzi pubblici, il ritardo viaggia in centro

Soddisfatti del servizio erogato solo poco più della metà dei cittadini che scelgono il pullman

Sono gli autobus che attraversano il cuore della città a registrare i maggiori ritardi. Se la cavano meglio le linee periferiche





IN ATTESA delle nuove tecnologie, gli autobus romani continuano il loro presente «così così»: rallentati dal traffico, criticati dagli utenti eppure indispensabili e frequentatissimi. È comunque un servizio in lieve crescita quello del trasporto pubblico su gomma, che risente delle difficili condizioni della mobilità capitolina senza mai passare per essere una delle soluzioni.
Il ritornello degli utenti dei bus romani è sempre lo stesso: «in ritardo, sovraffollati e sporchi». Ma è proprio così? Due anni fa un`indagine del Codacons, effettuata tra i propri associati, portava avanti risultati abbastanza impietosi: il 44 per cento definiva il servizio su gomma «mediocre», il 35 per cento addirittura «pessimo». I problemi di allora sono quelli di oggi: corse in ritardo (47 per cento), mezzi sovraffollati (46 per cento), vetture «non molto pulite (41 per cento) e tempi di attesa che in un caso su due sfioravano i 20 minuti. Certo i dati di un`associazione non sono poi così rappresentativi, ma servono abbastanza a tenere il polso della situazione.
Quello che in fondo fa l`Atac affidandosi agli studi sulla «customer satisfaction», la soddisfazione della clientela. L`indice globale di soddisfazione è cresciuto costantemente negli anni: dal 46,4 su 100 del 1998 (una specie di anno zero del trasporto pubblico romano) al 54.5 dell`ottobre 2002 fino al 56.1 registrato esattamente un anno fa. I più soddisfatti sono gli utenti delle linee periferiche gestite dalla Sita (meno linee ed autobus più nuovi hanno ottenuto 54.5 centesimi), meno quelli delle linee gestire da Trambus (l`indice di soddisfazione è stato 54.9). In generale i «voti» più alti li hanno ottenuti i mezzi, il personale (arrivato a 69/100) e la distribuzione delle fermate; bocciata l`affidabilità dei bus nelle ore di punta.
L`Atac, questo forse non tutti lo sanno, ha poi una squadra di ispettori che su un campione del 25 per cento dei mezzi annotano ogni anno orari, numero di viaggiatori in salita e in discesa, stato di manutenzione e di pulizia dei bus. Questo per controllare la società che gestisce le corse dei bus, Trambus, che a fine anno prende un bonus se ha lavorato bene, altrimenti fa risparmiare i cittadini. Queste operazioni saranno in parte sostituite dal sistema satellitare di controllo che sarà installato nei prossimi mesi sui bus: ritardi e ritmi saranno così insindacabilmente registrati da una centrale operativa e così l`Atac potrà anche agire per migliorare (magari in tempo reale) frequenze e percorsi.
Trambus ha comunque un «Osservatorio sulla regolarità» che funziona da appena 6 mesi e che analizza un campione di corse erogate. Al momento, spiegano in azienda, «la regolarità è più diffusa di quanto si pensi, solo il 10 per cento del campione è fuori categoria». Va da sé che i risultati meno buoni sono concentrati sulle linee che attraversano il centro e non su quelle periferiche, spesso meglio cadenzate. Non va dimenticato poi che nel 2003 cortei e sit-in hanno fatto saltare 50 mila corse e potrebbero essere responsabili di una mancata crescita della customer satisfaction per questo 2004.

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