Metti una sera con gli eroi della lotta
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fonte:
- La Nuova Sardegna
Metti una sera con i bambini a vedere i supereroi del wrestling. Pubblico rigorosamente under 15 (anche meno), regolarmente accompagnato da mamma e papà, intorno al ring allestito alla fiera ed entusiasmo alle stelle per 2 ore di spettacolo che hanno mandato a casa tutti con il sorriso. Perchè il wrestling sarà pure finzione, un baraccone come lo definiscomo molti, ma i bambini (e non solo loro, con buona pace del Codacons) si divertono. E tanto basta, se non si vuol cercare il pelo nell`uovo. C`era davvero tanta attesa per l`appuntamento sardo della neonata federazione di wrestling, una specie di serie B della categoria ma con nomi e campioni di tutto rispetto. E le attese non sono andate deluse. Certo, ci si rende conto subito che sul ring non se le danno e che i colpi sono appena accennati, ma piace – e tanto – lo spettacolo che viene proposto ad uso e consumo di un pubblico che non aspetta altro che si essere coinvolto dai suoi eroi. Quanto di più television ci possa essere. Sono i bambini ad apprezzare e a dare alla serata un significato: sanno tutto e conosconono tutti, esibisono cartelli con le frasi dedicate ai campioni e commentano ad alta voce. Fino a coinvolgere pure i loro genitori, che ad un certo punto partecipano loro stessi a situazioni che appaiono tanto assurde quanto divertenti. Tutto molto multimediale, come quando dal tunnel escono i vari Kishi, Black Pearl, lo statunitense Scott Steiner, il tongano Sam Fatu, Ron Killiungs: sono decine i telefonini che si accendono ad immortalare la scena da fare vedere domani a scuola o ai propri amici in cortile. E per non restare indietro, ci sono i genitori con le telecamere che continuano a riprendere la serata con l`intenzione magari di riproporla in in una cena tra amici o con i paranti a Natale. Insomma, un autentico spasso: calati in una dimensione del tarocco (ma non è quella che ci propone ogni giorno la televisione?) si resta per un paio di ore come stupefatti dalle cose che si vedono sul ring. Una regia sapiente sa dosare tutte le diverse fasi della serata: ci sono il buono e il un cattivo (spesso accompagnato da una avvenente signorina) che di presentano al pubblico e giurano di darsele di santa ragione. E tra colpi accennati e prese al collo senza possibilità di far male, calci senza forza e pugni inesistenti, si continua per una decina di minuti, mentre partono inviti al pubblico a partecipare con il maggior numero possibile di urli e grida. Non mancano le scensette scherzose o maliziose, con il cattivo che offende quelli che stanno nelle prime file o la signorina che mostra qualche centimetro di corpo. Infine, capriola finale e arbitro che decreta il successo. Impossibile ricordare tutte le situazioni: c`è il re di Tonga senza corona, l`hooligan inglese che sfida l`italo americano, il messicano che viaggia con la bara e il macho che non vincerà mai perchè è antipatico al pubblico. Poi, su tutti, l`eroe samoano, Kishi, un colosso di 220 chili che vince a sederate per l`entusiamo generale. Così ad un certo punto il coinvolgimento è tale che fioccano i commenti e la frasi alla cagliaritana: cussu esti unu concali tontu, bocciddu, segaddu, esti unu scimpru, poniddu a sezzi, non du bisi che non ci da faidi?. Fino a quando non esce dal tunnel un tizio con una bandiera con i quattro mori. E lì crolla dagli applausi il padiglione della fiera. per la contentezza di chi non ha dubitato nemmeno un attimo che la Sardegna non potesse avere un posto nel wrestling. Una bella serata allora, con un ricordo sentito per il campione che non c`è più (Eddie Guerreno) e l`invito a tutti i supereroi a ritornare presto, magari quelli della serie A, John Cena e compagni. Volete mettere quanto è meglio passare due ore della domenica insieme a loro invece che con Maurizio Costanzo, Platinette, Pippobaudo e Mara?.
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