19 Novembre 2006

METRO ROMA/ AFFIDO PERIZIA, CIRCA 80 I `SUPERSTITI` IN TRIBUNALE

Roma, 18 nov. (Apcom) – Sono quasi tutti venuti da soli, qualcuno anche in compagnia del proprio legale di fiducia. Tutti però hanno intenzione di “andare fino in fondo“ e “capire cosa è successo e di chi è la responsabilità“. E` iniziata da pochi minuti l`udienza per il conferimento dell`incarico peritale al professor Giorgio Diana per capire le cause dell`incidente avvenuto il 17 ottobre scorso alla stazione della metropolitana di piazza Vittorio Emanuele di Roma e che ha coinvolto due convogli. Oggi nell`aula Vittorio Occorsio della cittadella giudiziaria sono convenute parte delle 430 persone che erano state convocate dalla Procura e riconosciute come parti offese. Non oltre 80 persone hanno atteso la chiamata dei cancellieri ed hanno iniziato già da alcuni minuti a entrare nell`aula. “Ho portato con me il certificato medico del pronto soccorso – spiega la signora Anna – ma il vero danno che ho avuto è morale. Per tre settimane non sono infatti riuscita ad uscire da casa per lo shock subito“. E così come la signora sono molte le persone che hanno riportato un danno fisico quantificabile tra i 7 e i 15 giorni ma uno psicologico molto più ingente. Il professor Diana, docente del Politecnico di Milano, riceverà l`incarico dal Pm responsabile degli accertamenti, Elisabetta Ceniccola, al momento nessuna delle parti offese ha scelto di nominare oggi un perito di parte. Lo stesso avvocato Claudio Coratella, del Codacons, spiega: “Lo potremmo sempre fare in un secondo momento. Oggi l`importante è essere presenti a questo primo atto giudiziario“. “Rappresentiamo quasi 100 persone che la mattina del 17 ottobre erano sui due convogli della metro o erano ferme in stazione. Come Codacons siamo presenti anche nella Commissione istituita dal Comune di Roma. Il nostro obiettivo è capire di chi sono le responsabilità di quanto accaduto“. Così ha affermato l`avvocato Claudio Coratella, penalista da sempre in prima fila nella battaglie dell`associazione presieduta da Carlo Rienzi, in un momento di pausa della lunga particolare udienza svoltasi oggi in tribunale per l`affido della consulenza tecnica al perito scelto dalla Procura. “La maggior parte delle persone che sono qui oggi oppure di coloro che sono state individuate dalla Procura – continua Coratella – ha subìto più che un danno fisico anche uno esistenziale“. Fa eco l`avvocato Marco La Montagna, che assiste due `superstiti`: “Per quantificare la vera entità del danno bisognerà comprendere anche il danno psicologico, lo shock subito da chi quella mattina stava viaggiando come sempre in metro“. Il legale che assiste la Roma Assicurazioni, la società che segue l` Atac, Maurizio Romagnoli, dopo non esser stato ammesso, a nome dell`azienda, dal pm Ceniccola come parte offesa, commenta: “Potremo entrare in una fase successiva. Come mai tante persone? Bisognerà accertare. Di certo la società, attraverso la Direzione sinistri, vuol risolvere la situazione in tempi brevi“. Il disappunto del legale è però per il numero, secondo un calcolo della stessa azienda di trasporto i feriti ammontavano a circa 120. Il numero di 427 è troppo alto? “Chi si occupa di queste cose dovrà verificarlo“. In ogni caso il messaggio di tutti coloro che oggi sono venuti in tribunale è chiaro. “Non vogliamo un capro espiatorio – commenta Marco, 28 anni – cerchiamo di scoprire la verità. Per giorni ho avuto timroe a prendere la metro. Da quel giorno mi sento meno sicuro, vorrei che le cose fossero chiarite. E messe a posto se non lo sono“.

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