25 Marzo 2019

Metro, per i biglietti è ressa: così è un incubo la domenica ecologica

I turisti in fila si chiedono due cose: perché bisogna aspettare anche mezz’ ora prima di poter fare il biglietto per salire sulla metropolitana e perché nell’ anticamera della stazione Flaminio, davanti ai distributori automatici, non ci sia nonostante la folla un aumento della vigilanza. Prime conseguenze del blocco delle scale mobili della fermata. Le considerazioni di chi è arrivato a Roma per quella che dovrebbe essere una vacanza si sommano a quelle dei tanti romani anche loro in coda, ormai con poche possibilità di raggiungere il centro in metropolitana dopo la chiusura delle fermate Barberini e Spagna, che seguono quella da 153 giorni di Repubblica, sulla linea A. Così anche la domenica ecologica (ieri 2mila controlli e 350 multe) diventa un’ odissea. Con le fermate dei bus strapiene in attesa dell’ arrivo dei torpedoni. «Se è così di domenica, figuriamoci di lunedì», commenta sconsolato un passeggero in viaggio verso Termini. Ieri pomeriggio lo struscio in centro proveniva quasi esclusivamente da Flaminio, unica stazione aperta sulla A insieme con Termini più vicina a via del Corso. Banchine prese d’ assalto, treni strapieni. Tutti in fila sulle scale tradizionali, che hanno consentito all’ Atac di lasciare aperta la fermata che altrimenti avrebbe chiuso come le altre tre. Quelle mobili invece sono lì, chiuse, sbarrate da transenne gialle. In continua manutenzione. Come a Spagna – dove centinaia di passeggeri hanno manifestato anche ieri la loro rabbia per aver scoperto solo in fondo al tunnel d’ ingresso che i cancelli erano chiusi, come era già successo sabato – a decidere il blocco delle scale automatiche è stato il responsabile degli impianti in seguito al sequestro dei sistemi gemelli a Barberini da parte della polizia, dopo l’ incidente senza feriti di giovedì scorso. Il treno passa una dopo l’ altra le stazioni sbarrate. I turisti guardano e in tanti non capiscono. Altri invece si rendono conto e scuotono la testa. Per Roma non è certo una bella figura. Da oggi poi rischia di essere peggio. Per Mario Rusconi, presidente dell’ Assopresidi del Lazio, «la chiusura delle stazioni in zone nevralgiche della città porterà sicuramente disagi gravi agli insegnanti, alle famiglie e agli studenti che vanno a scuola in centro, oltre all’ aumento inevitabile del traffico. Ci attendiamo ritardi negli ingressi, per cui chiediamo già da ora agli istituti scolastici interessati di non penalizzare i nostri studenti se entrano un po’ in ritardo, perché in questo caso non dipenderebbe da una loro mancanza». Il Codacons annuncia invece un’ azione risarcitoria collettiva a tutela degli abbonati Atac, e un esposto in procura contro l’ azienda per truffa aggravata, ipotesi di reato legata alla «spesa sostenuta dagli abbonati Metrebus per un servizio che viene reso solo parzialmente». Ma quella di oggi rischia di essere una giornata di passione anche per i pendolari provenienti dall’ hinterland alla periferia sud della Capitale: lo svio di due carri merci nella notte di sabato vicino Zagarolo ha bloccato la tratta Cassino-Roma. Treni dimezzati almeno fino al pomeriggio in direzione della Capitale, nonostante i 50 tecnici di Rfi impegnati nelle riparazioni.

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