27 Ottobre 2006

Metro, ormai siamo al bollettino di guerra

Metro, ormai siamo al bollettino di guerra
Cinque guasti in 10 giorni. Dopo piazza Vittorio si ripetono le reazioni di panico dei passeggeri. Ma per Calamante è il mezzo più sicuro




Una cosa è certa: sapere del prolungato blocco della metro B e della paura dei passeggeri chiusi in galleria come sardine non avrà fatto piacere a Mauro Calamante. Ironia della sorte ieri, qualche ora prima dello spiacevole episodio, l`assessore alla Mobilità del Comune si era dilungato a tessere le lodi del servizio pubblico sotterraneo, a margine di una tavola rotonda sulle infrastrutture stradali e ferroviarie: «L`investimento che Roma ha fatto sulla sicurezza della linea A dal 2001 a oggi – ha ricordato Calamante – è stato di 600 milioni di euro, uno sforzo considerevole per quello che rimane il nostro obiettivo principale. Lo dicono i numeri, il sistema più sicuro per muoversi rimane la metropolitana». Almeno su quest`ultimo punto, però, i fatti recenti e meno recenti dicono esattamente il contrario. Ed è bene sottolinearlo, nulla è frutto del caso: il guasto di ieri è il quinto in appena dieci giorni, preceduto martedì 17 dalla tragedia di piazza Vittorio, venerdì scorso dal blocco della linea A, lunedì della Roma-Lido e martedì mattina della linea B, anche lì con contorno di scene di panico come documentato dal Giornale. Insomma si tratta di un vero e proprio ?allarme sicurezza?. La definizione è di Fabio Desideri, capogruppo Dc alla Pisana. «Sbagliano gli amministratori del Campidoglio e della Regione a mostrare indifferenza – sottolinea Desideri -. Quello che sta accadendo nel settore della mobilità è il risultato di anni di malagestione. La cronaca del trasporto pubblico di Roma e Lazio assomiglia ogni giorno di più a un bollettino di guerra». E a rimetterci sono sempre loro, i passeggeri: per fortuna ieri soltanto un po` malconci ma tanto spaventati. Si sentono tutti presi in giro, perché mentre studi creati ad hoc e campagne pubblicitarie multicolore li invitano a sottoscrivere abbonamenti e a lasciare i mezzi privati a casa, ogni giorno devono convivere con l`incubo di possibili guasti. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, chiede l`erogazione di un risarcimento per chi ieri viaggiava su quel convoglio: «Vanno risarciti – dichiara – non solo per i danni derivati dal disagio che lo stesso ha procurato, ma soprattutto per la paura che hanno provato. Paura e stress resi ancora più angoscianti se si pensa che molti viaggiatori, al momento del guasto, avranno ricordato l`incidente di pochi giorni fa».
Ma non è soltanto la metro a far discutere. Di stretta attualità è anche la situazione sulla Roma-Pantano. Dopo tante accuse venute dall`esterno, sono stati proprio i macchinisti a parlare in maniera ufficiale e ad attaccare Met.Ro., denunciando seri problemi ai freni dei convogli e la totale indifferenza dell`azienda alle loro richieste d`intervento. Il livello di rischio per la loro incolumità e per quella dei passeggeri sembrerebbe essere molto alto. «La notizia – afferma in una nota Cesmot, il Centro studi sulla mobilità e i trasporti – è abbastanza allarmante e sconcertante. I pendolari devono avere la certezza di poter viaggiare su infrastrutture degne. La Roma-Pantano necessita indubbiamente di interventi per recuperare la dignità e il rispetto che merita, per tornare a essere nuovamente una ferrovia reale capace di offrire un servizio rapido e sicuro». Non si limita alle parole il Codacons, che è passato alle vie di fatto: «Oggi (ieri, ndr) – fanno sapere dall`associazione – abbiamo presentato un esposto alla Procura di Roma in cui si chiede di accertare il livello di sicurezza dei treni e disporre misure cautelari, compreso il sequestro dei convogli». Se l`estate dei trasporti pubblici romani insomma è stata calda, l`inverno si prospetta rovente. A farne le spese, come sempre, saranno gli utenti, che si troveranno davanti al solito bivio: utilizzare il mezzo privato, intasando e soffocando Roma, o prendere bus, metro e ferrovie concesse. Sperando in questo secondo caso di arrivare a destinazione.

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