27 Marzo 2019

Metro, il Ministero ordina verifiche su tutte le scale

IL FOCUS E ora anche il Ministero dei Trasporti vuole vederci chiaro su come e perché si inceppano le scale mobili delle metro A e B. Da Porta Pia è partito un ordine perentorio all’ Ustif, l’ Ufficio speciale trasporti a impianti fissi , che a sua volta lo ha ordinato ad Atac, di eseguire immediatamente controlli straordinari su tutte le scale mobili della Capitale. La circolare è stata firmata dal direttore generale dell’ Ufficio. «A seguito dell’ incidente verificatosi il 21 marzo sulla scala mobile di Barberini – si legge – si chiede ad Atac di operare verifiche straordinarie. LE VERIFICHE In primis l’ azienda di via Prenestina dovrà controllare se le manutenzioni sulle scale mobili sono state eseguite veramente e correttamente. Il ministero infatti non è sicuro, a questo punto, che le operazioni di manutenzione ci siano state davvero visto che «possono risultare sulla carta e non essere mai state svolte», puntualizzano dal Mit. Inoltre si chiede ad Atac di confermare che sussistano ancora le condizioni di legge e cita un preciso articolo che obbliga a mantenere le scale mobili, «in buono stato di efficienza per la sicura circolazione dei treni e veicoli, in rapporto alle condizioni di esercizio, e provvisto del personale necessario a garantire la sicurezza e la regolarità del servizio». E si chiede «con ogni possibile urgenza» alla Direzione di Esercizio di Atac, ovvero il coordinamento dei responsabili di esercizio che si sono dimessi in massa l’ altro giorno, la verifica delle manutenzioni eseguite «al fine di accertare che le stesse siano state compiute correttamente». In caso contrario l’ Ufficio offre anche la soluzione d’ emergenza che in parte è già stata messa in atto mandando in tilt un pezzo dio centro storico: la sospensione del servizio. «Nel caso si evidenzino rilevanti anomalie del processo manutentivo – si legge – provvedere alla sospensione». Ma bisogna ricordare che mentre il Mit impartisce ordini precisi in azienda si lavora con nove su tredici responsabili d’ esercizio, deputati a controllare le manutenzioni, che si sono dimessi dall’ incarico. E si tratta di Fabrizio Scaglione, Roberto Olana, Giuseppe Sciò, Daniele Scaperrotta, Claudio Felici, Alfredo Fraccola, Francesca Belardinell, Luigi Il Grande, e Andrea Baratta. Intanto anche la Corte dei conti del Lazio ha deciso di aprire un fascicolo sulla vicenda. Il viceprocuratore regionale Massimiliano Minerva dovrà accertare a quanto ammonti il danno per le casse pubbliche provocato dalla chiusura delle tre stazioni centrali e, soprattutto, dalle manutenzioni fantasma. Anzi, «peggiorative», come sostengono il procuratore aggiunto Nunzia D’ Elia e il pm Francesco Dall’ Olio nel decreto con cui, sabato scorso, hanno disposto con urgenza il sequestro delle scale mobili della stazione Barberini, con conseguenti sigilli alla fermata. I PM CONTABILI Gli inquirenti – che hanno iscritto sul registro degli indagati i nomi di 12 persone, compresi 5 dirigenti Atac, con le accuse di frode nelle pubbliche forniture, disastro colposo e lesioni colpose – hanno anche dato disposizione alla municipalizzata di risolvere un’ altra problematica, relativa alla sicurezza dei treni in transito. In caso di guasto proprio a ridosso della stazione Barberini, infatti, dovranno essere attivate misure idonee e alternative per consentire l’ uscita dei passeggeri, visto che la fermata è sprovvista di scalinate in muratura. E anche il Codacons ha depositato alla Procura della Repubblica di Roma l’ annunciato esposto contro Atac. «Una vicenda gravissima – scrivono – La responsabilità di Atac spa nei confronti del passeggero ha natura contrattuale, in quanto l’ acquisto del biglietto o dell’ abbonamento determina la nascita di un rapporto contrattuale». Contratto che il consumatore non può rescindere. Stefania Piras © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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