10 Novembre 2009

“Metro fino a Porta di Roma”

Per Codacons i romani passano 11 giorni l’anno in mezzo al traffico. Mobilità L’onorevole Vincenzo Piso traccia le priorità capitoline E sui gazebo Pdl avverte: non create false aspettative nei cittadini

 Roma capitale del traffico. Un dato ormai scontato. Sono tuttavia le risposte, quelle che contano. A darle, il deputato Pdl e componente della commissione trasporti, Vincenzo Piso.  Onorevole Piso, i dati Codacons bocciano Roma, ancora una volta: i romani trascorrono 11 giorni l’anno in mezzo al traffico.  «Non conosco la natura scientifica dei dati Codacons ma, prendendoli per buoni, è chiaro che Roma sia una città caotica. È grande nove volte Milano, e risulta che i milianesi trascorrono 10 giorni l’anno nel traffico, in più soffre di carenze strutturali e infrastrutturali ereditate dal passato». Che a Roma ci sia traffico non è però una notizia. Quali sono le proposte per la mobilità? «Stiamo operando su due fronti: il riassetto societario con la fusione delle aziende, cosa che porterà a un sensibile efficentamento sia in termini economici sia a livello trasportistico. Vi è poi la priorità delle infrastrutture. In questo campo si può fare molto anche riorganizzando e ottimizzando l’esistente. Mi riferisco ad esempio ai nodi di scambio, all’efficentamento delle ferrovie regionali e rivedere anche le linee delle metropolitane». In che senso scusi, rivedrete le linee del metro? «Ovviamente non la linea C, che alla fine ci costerà il doppio, ma sul tracciato della linea D e sulla B1 occorrerà valutare attentamente la possibilità di far arrivare le linee metropolitane in zone di nuova urbanizzazione, penso ad esempio a Porta di Roma». Sul futuro della mobilità però sembra esserci qualche polemica interna. Ben tre presidenti di commissione, Antonello Aurigemma, Alessandro Vannini e Giovanni Quarzo stanno portando avanti un’iniziativa di successo, quella dei gazebo Pdl per far partecipare i cittadini al Piano della mobilità sostenibile. Le sembra normale? «Se questa iniziativa ha un mero scopo consultivo, cioè raccogliere le esigenze dei cittadini, non vedo francamente cosa ci sia di male. Quello che va chiarito invece è che non bisogna creare false aspettative nei cittadini, nel senso che il  piano del trasporto della capitale non può essere una semplice somma aritmetica delle rischieste di 2,5 milioni di cittadini»

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