24 Novembre 2020

Metrò chiusa, bus strapieni A Roma assembramento totale

ELISA CALESSI â-  Altro che metà della capienza nei mezzi pubblici, come recita l’ultimo Dpcm. Ieri mattina i bus di Roma, dal quadrante est della Capitale fino a San Giovanni in Laterano, sono stati presi d’assalto pieni fino a scoppiare, con persone ammassate l’una sulle altre e tanti saluti alle norme sul distanziamento anti- E questo non per inciviltà dei romani, perché tantissimi lavoratori che hanno provato, come ogni mattina, scendere i gradini delle stazioni della metro C e si sono trovati i cancelli chiusi. La metro non funziona, non va. Per assenza, questa la ragione dichiarata dall’azienda partecipata, Atac, del personale necessario all’apertura della linea. È successo, in pratica, che all’inizio del turno si sono resi conto che mancava il personale minimo per garantire il servizio. Lo stop è durato quattro ore, generando un caos che persino nella normalmente caotica Capitale si è fatto notare. Atac ha avviato una indagine interna e ha deciso di controllare i documenti giustificativi presentati dal personale assente. Dentro l’azienda si parla di una possibile azione di protesta legata alla trattativa sindacale in corso in materia di sicurezza sul lavoro e livelli di retribuzione. Si sarebbe trattato, cioè, di una sorta di sciopero bianco, non dichiarato, dovuto al fatto che i dipendenti pretendono un aumento di salario che motivano con due ragioni. La prima è il fatto di guidare i mezzi da remoto (sulla linea C, infatti, vagoni non hanno autisti ma sono telecomandati). La seconda è che la pandemia avrebbe aumentato i rischi. DEBITI DI ATAC E dire che Atac ha più di 11mila dipendenti, un debito gigantesco (1,4 miliardi di euro) ogni anno spende più in stipendi (537 milioni) che nel costo del servizio. Un servizio tra i peggiori d’Italia Nemmeno la pandemia, il rischio per la salute, ha cambiato le cose. Anzi. La capienza dei mezzi, nelle ore di punta, resta superiore a ogni regola. I controlli dei flussi agli accessi delle stazioni metro o dei bus non ci sono. Gli autisti si rifiutano di controllare anche perché non possono farlo mentre guidano. E i pochi che lo fanno sono incappati in proteste arrivate in certi casi fino all’assalto fisico. Nel frattempo periodicamente vanno a fuoco i bus, l’ultimo solo pochi giorni fa. Il Campidoglio, per voce dell’assessore ai Trasporti Pietro Calabrese, ha promesso il pugno duro: «Quanto accaduto è ingiustificabile, ha provocato un’interruzione di servizio pubblico inaccettabile. L’azienda valuterà anche azioni legali nei confronti di questi dipendenti. Non faremo sconti a nessuno. Saranno individuate le responsabilità e le pene saranno esemplari». anche il garante degli scioperi ha invitato Atac a «comunicare con urgenza, entro 24 ore, ogni utile informazione, corredata da idonea documentazione, rilevante ai fini dell’attività di competenza della Commissione». L’ennesimo disservizio nei trasporti romani è diventato, però, un caso politico di portata nazionale. Anche perché il Lazio, pur essendo zona gialla, sta lottando per frenare i contagi. Ieri, su oltre 20 mila tamponi, si sono registrati 2.341 casi positivi, di cui 1.421 sono nella città di Roma. FUORI CONTROLLO Gli ospedali sono sotto pressione. Ogni giorno chi governa la regione fa appelli perché le persone siano distanziate, rispettino le regole. Una mattina come quella di ieri può significare centinaia, migliaia di contagi in più. «Siamo al collasso con un’azienda fuori controllo, più attenta a proporre contratti e assunzioni importanti che un servizio decente. La capienza sulle navette sostitutive ha superato abbondantemente il limite del 50%», ha scritto in una nota il gruppo capitolino del Pd. Carlo Calenda, leader di Azione e candidato in Campidoglio, ha attaccato: «Ormai questa città è fuo- controllo. Nel momento in cui, anche a causa del Covid, ci sarebbe bisogno di rafforzare il trasporto pubblico i romani vengono piantati in asso da un’amministrazione inetta e incapace». Anche il centrodestra va all’attacco «Nel momento in cui si predica ai cittadini il distanziamento e si contrastano gli assembramenti per ridurre i contagi da Covid – ha commentato la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria, – è inaccettabile che una linea della metropolitana sia inservibile». Italia Viva ha chiesto una audizione urgente dei vertici Atac in Commissione trasporti alla Camera. Intanto il Codacons ha annunciato un esposto in procura per chiedere di «aprire un’indagine per interruzione di pubblico servizio». Incidente chiuso? Per niente. Domani si potrebbe replicare: è in programma uno sciopero di quattro ore del trasporto pubblico, dalle 8.30 alle 12.30 Con conseguenze prevedibili: bus strapieni, navette stipate, assembramenti. Con tanti saluti al distanziamento.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox