16 Luglio 2013

Metro C, Italia Nostra: “Sospendere i lavori, rischi idrogeologici”

Metro C, Italia Nostra: “Sospendere i lavori, rischi idrogeologici”

“Verificare il progetto della metro C con particolare urgenza per la tratta da San Giovanni al Colosseo. Sospendere l’apertura dei cantieri di quella tratta. E’ necessaria una Via (valutazione d’impatto ambientale ndr.) perché il tracciato è stato modificato e vi sono rischi idrogeologici”. Così in una nota Italia Nostra Roma che ha inviato una lettera al sindaco Ignazio Marino.
FERMARE I CANTIERI – “Ben venga il Suo annuncio di voler realizzare, in futuro, il grande parco archeologico sognato dall’Archeologo e Presidente di Italia Nostra Roma per 16 anni, Antonio Cederna – si legge nella missiva firmata dai Vice Presidenti Vanna Mannucci e Mirella Belvisi – Vi è, però, un convitato di pietra che in questi giorni non compare mai sui giornali e nelle dichiarazioni politiche ufficiali: il cantiere della Metro C nel tratto San Giovanni-Colosseo. Recentemente sono già stati posti i bandoni per aprire i cantieri di scavo a cielo aperto per la futura stazione del Colosseo e per i grandi pozzi di areazione (20 mt. di diametro) al Celio e a Via Sannio. Ed è altrettanto recente la notizia circa la distruzione di ben 90 grandi alberature nelle zone Colosseo, Celio e Via Sannio, aree vincolate sia dal punto di vista archeologico che paesaggistico (Vincolo del 2001, notificato il 03 Febbraio 2002, no. Fascicolo 5446). Oggi questa demolizione è stata sospesa grazie all’immediata protesta e mobilitazione dei Cittadini e delle Associazioni. Il cantiere che ospiterebbe la logistica, dovrebbe essere collocato nei giardini vincolati di Palazzo Silvestri Rivaldi. Italia Nostra Roma non comprende le ragioni dell’urgenza di cantierizzazione nella tratta in questione, quando la talpa è in ritardo nel suo arrivo a San Giovanni”. “
LA NUOVA VIA – “L’intera vicenda della Metro C presenta una serie di situazioni poco trasparenti: dalla modifica sostanziale del suo tracciato originario al fatto che il nuovo progetto non sia stato sottoposto a una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La mancanza della nuova VIA riguarda proprio la tratta T3 San Giovanni-Colosseo che prevede uno spostamento del tracciato nella zona del Celio – si legge ancora nella lettera – Lo spostamento al Celio è dovuto all’esistenza di edifici a rischio di crollo. Lo spostamento, in realtà, non eliminerebbe il rischio idrogeologico in quanto, le paratie della nuova metropolitana andranno ad intercettare la falda idrica con possibili compromissioni delle Chiese di Santa Maria in Domnica (conosciuta come Chiesa della Navicella) e S. Stefano Rotondo. Italia Nostra Roma è a conoscenza che il Procuratore Regionale della Corte dei Conti si riserva di chiedere gli opportuni accertamenti straordinari a Lei Sindaco di Roma Capitale, alla Soprintendenza Archeologica di Roma, al Ministero per i Beni Culturali, e al Presidente della G.R.L.. Basterebbe quanto richiesto dalla Corte dei Conti alle Autorità competenti, come sopra esposto, a convincerla a chiedere di sospendere l’apertura dei cantieri nella tratta T3 San Giovanni-Colosseo per verificare, quale attuale Amministrazione comunale, la legittimità dell’enorme aumento dei costi previsti e del contenzioso in atto tra Roma Metropolitane e il General Contractor, contenzioso che risulterebbe essere oggetto di un lodo arbitrale che potrebbe fare aumentare ulteriormente i costi”.
LA PEDONALIZZAZIONE – “Per quanto riguarda la pedonalizzazione nel tratto Colosseo-Largo Corrado Ricci, Lei saprà certamente che l’esigenza di eliminare il traffico di macchine private era una prescrizione venuta dal MIBAC con nota Prot. 32084 del 18 Ottobre 2002 , prescrizione collegata all’apertura del cantiere per il restauro del Colosseo. Con l’apertura immediata del cantiere della Metro C i pedoni, in quel tratto ,dovranno camminare per ben 7 anni , o forse più, in uno spazio limitato di pochi metri tra i bandoni del cantiere – conclude la lettera – Una vera pedonalizzazione non dovrebbe prevedere l’apertura del cantiere della Metro C in quel tratto che, secondo Italia Nostra Roma, è ancora possibile sospendere. Per illustrarLe meglio tutte le criticità che detto cantiere comporterebbe in un’area estremamente delicata, le Vice Presidenti di Italia Nostra Roma Le chiedono un cortese sollecito incontro.
In attesa di un Suo gentile riscontro, Le inviamo i migliori saluti”.

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