22 Luglio 2016

Metro C. 32 “avvisi”, anche per Marino e Alemanno. 253 mln di danni. Codacons. Una vergogna tutta italiana

Metro C. 32 “avvisi”, anche per Marino e Alemanno. 253 mln di danni. Codacons. Una vergogna tutta italiana

Agenpress –  Trentadue funzionari sono stati segnalati alla Corte dei Conti per un danno erariale di oltre 253 milioni di euro. I funzionari pubblici (compresi due sindaci pro tempore) hanno gestito, a vario titolo, l’appalto per la realizzazione della linea “C” della Metro di Roma da tempo oggetto anche di un’inchiesta penale.

Il provvedimento riguarda anche i due ex sindaci di Roma, Gianni Alemanno e Ignazio Marino. Nella notifica viene contestato un danno erariale quantificato in 253 milioni di euro.

Le indagini, partite dal 2014, erano finalizzate all’acquisizione di atti e informazioni sul processo arbitrale attivato nel 2007 (“Lodo Parziale”) dalla società “Metro C”, contraente generale per la progettazione, al quale ha seguito il lodo sottoscritto il 6 settembre 2012.

L’appalto era stato aggiudicato dalla S.r.l. Roma Metropolitane a Metro C S.c.p.a., per un importo a base d’asta pari a oltre 2.5 miliardi di euro, perfezionato a seguito della sottoscrizione del contratto del 12 ottobre 2006.

A seguito della analisi della documentazione acquisita nell’arco di due anni, i Finanzieri hanno ricostruito le procedure adottate per la realizzazione dell’opera pubblica, sottolineando il sistematico ricorso all’utilizzo del “sistema delle riserve”, iscritte nel registro di contabilità, per un ammontare pari a circa 1.4 miliardi di euro, che ha permesso a Metro C S.c.p.a. il recupero dei ribassi e a queste assommare risorse aggiuntive.

“Il danno erariale ipotizzato alla Corte dei Conti, pari a 253 milioni di euro, è immenso – afferma il Presidente Carlo Rienzi, presidente Codacons – Si tratta di risorse ingenti di cui è stata privata la collettività, e se saranno confermati gli illeciti per cui procede la magistratura contabile, sarà inevitabile una azione legale da parte del Codacons per chiamare i responsabili a restituire ai romani quanto indebitamente percepito fino all’ultimo centesimo”.

“La metro C si conferma l’opera più costosa, più lenta e più controversa d’Europa – prosegue Rienzi – A distanza di 10 anni dall’inizio dei lavori la linea non è stata ancora completata, con un mega-ritardo di sei anni sul tabellone di marcia, e dopo i recenti ritrovamenti archeologici i cittadini non hanno alcuna certezza circa il completamento dell’opera. Una vergogna tutta italiana costata oltre 3,7 miliardi di euro che si arricchisce ora di un nuovo capitolo, contro il quale il Codacons avvierà le dovute azioni risarcitorie per conto degli utenti della capitale” – conclude Rienzi.

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