Metro B ferma, una giornata da incubo
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fonte:
- la Repubblica
«Atac incapace di gestire l´emergenza». L´accusa arriva dal segretario della Filt Cgil di Roma e Lazio Alessandro Capitani. Ma sull´azienda cittadina dei trasporti e sul Campidoglio per tutto il giorno sono piovute le critiche dei consumatori e dell´opposizione. «Chiediamo al Comune di elevare una maxi-sanzione ad Atac e utilizzare i soldi della multa per indennizzare gli utenti in possesso di regolare biglietto o di abbonamento», afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Codacons critica anche le scarse informazioni e l´insufficienza dei bus navetta sostitutivi. Anche l´Adoc denuncia «gravi carenze e ritardi nell´affrontare situazioni d´emergenza senza un adeguato piano, mettendo a disposizione dei passeggeri un numero di autobus-navette assolutamente insufficienti». L´assessore alla Mobilità Aurigemma difende l´Atac: «Si è immediatamente attivata, ma ci sono tutte le difficoltà del caso, dovute alla capienza dei mezzi e al traffico su strada». L´Atac fornisce i numeri del servizio sostitutivo: 120 bus, 120 autisti, 20 controllori del servizio di superficie, 20 tecnici, 10 controllori del traffico metropolitano, 60 operatori di stazione e agenti della vigilanza aziendale per l´assistenza alla clientela. «L´informazione – sostiene ancora l´Agenzia per la Mobilità – è stata la più capillare possibile attraverso i pannelli a messaggio variabile lungo le arterie cittadine, i monitor Moby sui bus, le 300 paline elettroniche alle fermate, le informazioni attraverso RomaRadio all´interno della metropolitana». «Ai quotidiani disagi, ai ritardi, alle stazioni metro chiuse si è aggiunto il blocco di ieri che non è stato accompagnato da un adeguato servizio di navette», accusano anche Massimiliano Valeriani consigliere comunale Pd e Giuseppe Sesa consigliere municipio Roma XIII. Il deputato e capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, annuncia un´interrogazione parlamentare al ministro Matteoli «per sapere se quanto è avvenuto nella capitale si poteva evitare e perché mai l´Atac, insieme agli enti competenti, non ha messo in campo piani adeguati di emergenza per fare fronte ad un disagio di tale portata, nonostante l´incidente sia successo dalla sera prima». Ancora: «É da irresponsabili tenere in ostaggio migliaia di persone che utilizzano la metropolitana per andare al lavoro senza fornire informazioni, assistenza e alternative adeguate per la mobilità di superficie». «Abbiamo davvero sfiorato una tragedia – sottolinea il sindaco Gianni Alemanno – dobbiamo ritenerci fortunati perché i macchinisti della metro si sono resi conto che c´era qualcosa che non funzionava dall´odore che si sentiva in galleria». «Siamo d´accordo con Alemanno nel sentirci sollevati per la tragedia sfiorata nella fermata Marconi. Ringraziamo per questo i macchinisti. Quello su cui non possiamo tacere è l´assoluta assenza di un piano di emergenza in occasione di incidenti di questo tipo», ribatte il segretario regionale dell´Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. () Un tappeto umano su piazzale Ostiense, passeggeri allo sbaraglio alla ricerca di un mezzo sostitutivo, traffico impazzito in tutto il quadrante sud della città. Per l´intera giornata di ieri, fino alle 21, ora in cui il servizio è stato riattivato, la linea B della metropolitana è rimasta ferma prima dalla Piramide a Magliana e poi fino al capolinea di Laurentina e i romani sono precipitati in un incubo. Insieme alla B, il blocco ha coinvolto anche il trenino Roma-Lido, che solo questa mattina riprenderà il servizio. A causare lo stop che ha gettato nel panico la capitale sono stati 3.500 litri di benzina sversati sui binari da una cisterna del distributore Tamoil situato sopra la stazione Marconi. Dalla serata di mercoledì, macchinisti e passeggeri hanno cominciato a sentire un forte odore di benzene in galleria, troppo forte per non destare preoccupazione e non far scattare l´allarme, che ha portato al sopralluogo dei vigili del fuoco e alla chiusura della metropolitana, necessaria per bonificare l´area ed evitare incendi ed esplosioni. Obbligati a scendere a Piramide, i passeggeri si sono riversati nel piazzale davanti alla stazione con lo sguardo sperduto di chi si sente abbandonato e impotente, incapaci di sostenere l´assalto ai bus navetta messi a disposizione dall´Atac, troppo pochi e troppo piccoli per sostituire i vagoni di una metropolitana. Sono le 9 della mattina e il signor Giovanni Serena è già un´ora che aspetta in strada: «Non riesco a salire sui bus sostitutivi – dice – sono sempre pieni. Devo arrivare in viale Cina, al Torrino. Ormai è tardi, chiederò un giorno di ferie». «Abbiamo sfiorato una tragedia – dice il sindaco Gianni Alemanno dopo un sopralluogo a Marconi – C´era il rischio di un´esplosione, perché le linee elettriche generano scintille». «Il carburante – aggiunge l´assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma – è filtrato sui fili dell´energia elettrica, e una scintilla sarebbe stata sufficiente a trasformare la situazione in una tragedia». Ma per i romani è ugualmente un disastro. Cominciato alle sette della mattina e arrivato al suo culmine alle otto, nell´ora di punta per i lavoratori e gli studenti. Ogni volta che un nuovo convoglio arriva a Piramide, dalla stazione dilagano migliaia di passeggeri che i mezzi sostitutivi, 120 in tutto per un totale di duemila corse, non riescono ad assorbire. E dentro la stazione, ai tornelli, per raggiungere i binari c´è un´altra muraglia umana: i passeggeri vengono fatti entrare a scaglioni, per evitare il sovraffollamento dei binari. «Devo raggiungere Acilia – racconta Elena Gigliozzi, ferma sul piazzale, arrivata alle 8 a Termini da Napoli – sono qui da un´ora e ancora non so cosa devo fare». Mirko Colabona lavora a via di Grottaperfetta, all´Eur. Aspetta il 769 che non arriva e guardando al traffico intorno al piazzale si può intuire anche il perché. «E’ tutto bloccato – dice – chissà quando passerà. Sono in grande ritardo». Alemanno annuncia che chiederà risarcimento alla Tamoil e invita i romani a fare altrettanto. «Credo che le associazioni dei consumatori possano organizzare una class action», dice. Anche Atac comunica che «i suoi uffici legali, su mandato dell´amministratore delegato, stanno avviando un contenzioso civile di risarcimento danni nei confronti dell´azienda proprietaria dell´impianto di distribuzione carburanti in viale Guglielmo Marconi».
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