12 Marzo 2019

Metrò, altra frenata con feriti Tre incidenti in sette giorni

blocco improvviso: contusi anche a cassina de’ pecchi e per un uomo sui binari si ferma la rossa per un’ ora
Cristina Bassi Questa volta i feriti sono stati due, non gravi. Ma anche quella di ieri è stata una giornata sfortunata per la metropolitana: un’ altra frenata troppo brusca con passeggeri contusi. L’ ennesima. Oltre a un guasto a un treno causato dalla sospensione della circolazione per una persona scesa sui binari. Poco prima delle 8 all’ altezza della stazione di Cassina de’ Pecchi della linea Verde un treno si è bloccato improvvisamente e due persone, una è una donna di 50 anni, sono rimaste ferite. Ieri la causa della frenata è stato il cattivo funzionamento di una apparecchiatura a bordo del convoglio. L’ Atm spiega che il «temporaneo malfunzionamento» del meccanismo «ha individuato erroneamente un semaforo rosso» e quindi, quando andava a circa 25 chilometri orari, il treno si è bruscamente bloccato. Non è stato necessario sospendere la circolazione. I casi simili, come detto, si ripetono. Il precedente più vicino è quello di sabato pomeriggio a Cadorna, dove una «frenata di sicurezza» sulla linea Rossa innescata da un errore nella rilevazione dei segnali di pericolo ha causato nove feriti. Il 4 marzo invece era successo di mattina sulla linea 2 alla stazione di Loreto. Cinque i passeggeri soccorsi dal 118. Solo per citare gli episodi più recenti. Le «frenate fantasma» della metro, molte con conseguenze per le persone a bordo, sono state circa 50 nell’ ultimo anno e mezzo. Sempre ieri, sulla M1, la circolazione dei treni si è interrotta intorno alle 13 tra Palestro e Pasteur. Il motivo, secondo quanto spiegato da Atm: una persona è scesa sui binari della stazione di Lotto. Per evitare il peggio gli addetti dell’ Azienda dei trasporti hanno tolto la tensione sul percorso e questo ha provocato problemi a un convoglio, che non è più ripartito. Sono intervenuti i tecnici, che hanno rimosso il treno e la circolazione è stata ripristinata poco prima delle 14. Proprio all’ indomani dell’ incidente di sabato il dg dell’ azienda aveva spiegato: «Oggi il problema maggiore, che non vogliamo sottovalutare, è l’ intensità delle frenate. Lavoriamo per renderle più morbide là dove il blocco totale non si rende necessario». Il secondo nodo emerso è quello dei «falsi allarmi». Vale a dire che spesso (nel 70% dei casi degli ultimi mesi) il segnale di pericolo potenziale, che fa scattare la frenata, si rivela poi sbagliato. Sull’ episodio del 9 marzo la Procura ha aperto un’ inchiesta e ha sequestrato il convoglio. Per ora il fascicolo è un «modello 45», cioè senza ipotesi di reato. Ieri il Codacons ha annunciato un nuovo esposto. «È inaccettabile – si legge – che possa essere messa così a repentaglio la salute e la sicurezza dei passeggeri che giornalmente in migliaia utilizzano la metropolitana milanese. Atm deve garantire la sicurezza di tutti. Coloro che sono stati coinvolti nel sinistro possono contattare l’ associazione per avere assistenza legale e ottenere il risarcimento del danno. Presenteremo un esposto alla Procura perché vengano accertate le eventuali responsabilità penali per l’ accaduto».
cristina bassi

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