Metro A, tutta la storia del palo caduto sul treno
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fonte:
- Giornalettismo.com
Metro A Roma , ecco tutta la storia del palo caduto sul treno che ha mandato ieri la città in tilt. Come è andata? Sono le 8:35, il treno numero 7, partito alle 8:11 da Battistini sta per arrivare a piazzale Flaminio, il conducente rallenta rispettando la velocità prevista per l’ ingresso in stazione, ma qualcosa va storto. Un grosso palo rivestito d’ acciaio, lungo diciotto metri e largo sessanta centimetri, buca la parete del tunnel e si schianta sul fianco destro della motrice. IL PANICO – L’ impatto è inevitabile , ma la velocità ridotta, i riflessi del conducente e un po’ di fortuna hanno evitato il peggio. Il tubo ha centrato in pieno la parte anteriore del vagone dal lato opposto rispetto al macchinista che se l’ è cavata con qualche graffio causato dai vetri infranti. Si chiama Claudio Cicala , ha 64 anni ed è prossimo alla pensione, in un’ intervista al Corriere della Sera ha raccontato la disavventura: “Me lo sono ritrovato davanti all’ improvviso, non ci volevo credere, pensavo fosse un pezzo di linea aerea caduta o un tubo delle fogne. Quando ho frenato il palo è finito di lato, sulla destra. Uscivo da una curva cieca – si giustifica Cicala – non ho potuto evitarlo. Ho usato il freno d’ emergenza , con la parte bassa della motrice l’ ho preso in pieno, si è impennato, ha sfondato il parabrezza ed è finito oltre i vagoni” I DISAGI – Dopo l’ impatto l’ Atac è stata costretta a disattivare l’ alimentazione elettrica . I cinquecento passeggeri a bordo sono costretti ad evacuare il treno al buio aiutati da due vigilantes e un addetto alle pulizie. I tre uomini hanno tranquillizzato i passeggeri e li hanno aiutati a lasciare la stazione. Nel frattempo in superficie il traffico va in tilt. Atac avrebbe messo a disposizione 35 navette sostitutive , ma stando a quanto dicono i passeggeri i mezzi sostitutivi sarebbero stati insufficienti a coprire il numero elevato di utenti nell’ ora di punta. Gli autobus vengono presi d’ assalto e in molti non riescono nemmeno a scendere alle fermate, tanta è la calca. LE INDAGINI – All’ alba di oggi è stata riattivata l’ intera linea ma la Procura ha aperto un fascicolo per “atti relativi” ancora senza indicazione di reato e senza indagati. Anche l’ Atac ha avviato un’ indagine interna per “accertare le cause e le eventuali responsabilità”. Ma è il Codacons a scagliare l’ invettiva più tagliente della giornata “Il guasto tecnico sulla linea A della metropolitana ha gettato la città nel caos, producendo un enorme danno alla collettività e alla capitale che ammonterebbe ad almeno 50 milioni di euro” Il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi, continua a calcare la mano, invitando i cittadini a chiedere un risarcimento di 500 euro : “Migliaia di cittadini non hanno potuto raggiungere i luoghi di lavoro, e sono stati costretti a prendere permessi o un giorno di ferie. Altri sono arrivati a destinazione con pesantissimi ritardi. Le navette sostitutive erano insufficienti e colme all’ inverosimile, mentre i bus di linea saltavano direttamente le fermate, avendo superato la capienza massima a bordo. Immense poi le ripercussioni sul traffico e sulla viabilità, con disagi anche per coloro che non utilizzano la metropolitana”. L’ ACCUSA – L’ assessore ai trasporti capitolini Guido Improta , scarica tutta la responsabilità sull’ azienda appaltatrice dei lavori edili connessi alla realizzazione del nuovo capolinea della ferrovia regionale Roma-Viterbo: “La società Ferrovit Scarl , che stava facendo i lavori si assumerà la responsabilità dei danni che ha provocato alla città. Un danno non solo funzionale, ma anche d’ immagine con conseguenze economicamente rilevanti”. Secondo l’ assessore la responsabilità non sarebbe “riconducibile né alla sfera di competenza dell’ Atac, né a quella ell’ amministrazione capitolina. Tutti i danni che ci verranno riconosciuti – prosegue Improta – saranno messi a disposizione delle associazioni dei consumatori come prevede il nuovo contratto di servizio Atac, con la loro partecipazione attiva per decidere insieme le modalità di ristoro per gli utenti”. UN SOSPIRO DI SOLLIEVO – In tutta la questione un lato positivo in effetti c’ è. Il tubo che ha bucato la galleria si è abbattuto sui binari pochi secondi prima del passaggio del treno. Se fosse caduto sui vagoni in corsa sarebbe stata la fine.
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