9 Marzo 2019

METRÒ A COLOGNO LE STAZIONI «ANTI-DISABILI»

Niente ascensore. Scale mobili che funzionano a singhiozzo. Neppure il montascale c’ è. Le stazioni Cologno Sud e Centro della linea verde della metropolitana sono praticamente irraggiungibili per chi ha difficoltà motorie. Una situazione che dura da anni e che ora un gruppo di cittadini ha deciso di portare all’ attenzione delle istituzioni. «Siamo nel 2019, non è possibile» attacca Monica Stefinlongo, speaker radio che abita a Cologno e quotidianamente vede le difficoltà non solo dei disabili, ma anche delle mamme con i passeggini, degli anziani nel raggiungere la banchina del metrò. «I binari della M2 in queste due fermate sono raggiungibili salendo varie rampe di scale, non ci sono montascale e nemmeno l’ ascensore» spiega. A completare il quadro di disagi, i continui guasti alle scale mobili. «Sono solo per la salita e per la maggior parte del tempo rotte. Vengono a ripararle, dopo dieci giorni si fermano e siamo daccapo». E pazienza se il passeggino va portato a forza di braccia o chi è in sedia a rotelle deve rinunciare a usare i mezzi pubblici e trovare un altro modo per raggiungere Milano. La speaker sta dando battaglia insieme a un comitato del Quartiere dei cigni per cercare di risolvere il problema o perlomeno di limitare i disagi. Spesso si scontra contro il muro della burocrazia e il rimpallo di responsabilità. «L’ ultima volta ho dovuto fare telefonate per dieci giorni per segnalare che la scala mobile era guasta. Dobbiamo farci sentire se vogliamo ottenere qualcosa». Il riferimento è a tutti quei viaggiatori che nemmeno fanno caso al tema o fanno spallucce se invece se ne accorgono. «Si lamentano tra di loro, mi rispondono: “Non tocca a noi”. Invece io dico che dobbiamo farci sentire». Viene da chiedersi che cosa spinga Stefinlongo a impiegare tempo ed energie per un problema che, almeno al momento, non la tocca da vicino. Per capirlo bisogna risalire alla scorsa estate. «Ho fatto un brutto incidente – racconta la donna -, mi sono rotta una vertebra. Ho seriamente rischiato di rimanere invalida e dover usare la sedia a rotelle. Quell’ episodio mi ha messo il tarlo. Come avrei fatto ad andare a lavorare tutti i giorni? Avrei dovuto pagare qualcuno per accompagnarmi? Un’ assurdità davvero». L’ incidente le ha permesso di calarsi nei panni degli altri e così ha iniziato a «rompere le scatole». È arrivata persino a chiamare il numero d’ assistenza di Atm, fingendosi disabile, per chiedere come poter scendere alla fermata di Cologno vista l’ assenza di strumenti per uscire dalla stazione. «Mi è stato risposto di valutare l’ uso di un’ altra fermata. Sono pronta a segnalare sui siti di recensioni turistiche questo problema». A interessarsi del caso, che riguarda un bacino d’ utenza di circa diecimila cittadini, anche il Codacons che ha ricevuto le lamentele «di pendolari e residenti arrabbiati per lo stato della fermata della metropolitana di Cologno Sud – si legge in una nota -. Nonostante le numerose segnalazioni sia ad Atm sia al Comune di Milano, nessuno è intervenuto per risolvere la situazione, e a tutt’ oggi la fermata risulta impraticabile per i portatori di handicap». Altra assurdità: è già predisposto un vano per l’ ascensore, che però non è mai stato installato. «Presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica – continua il Codacons -, con la speranza di un rapido intervento». Il problema di Cologno è condiviso da altre fermate della linea verde che presentano barriere architettoniche. La competenza sulle stazioni però, riferiscono da Atm, è di Palazzo Marino, il quale a sua volta sottolinea di avere ben presente la questione. L’ assessorato alla Mobilità in capo a Marco Granelli fa sapere che sta attuando da tempo un piano per rendere progressivamente accessibile tutta la rete di trasporto pubblico anche nelle linee molto vecchie e quindi non attrezzate. «Sulla M2 e in particolare a Cologno Sud è già stato realizzato il progetto per la collocazione di un ascensore – spiegano da piazza Scala -. Attendiamo l’ autorizzazione al finanziamento del Ministero dei Trasporti. Comprendiamo il disagio dei cittadini. L’ accessibilità in strada e sulle linee di trasporto pubblico è fondamentale e costituisce una priorità per l’ Amministrazione, si tratta di trovare le modalità per finanziare i lavori».

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